L’articolo 4 dell’AI Act negli studi professionali: chi va formato e su che cosa
Se lo studio usa l’IA, l’obbligo c’è, anche con 3 persone. L’articolo 4 dell’AI Act si rivolge a fornitori e utilizzatori di sistemi di IA
Questa è la sezione notizie di AIPIA, l’Associazione Italiana Professionisti dell’Intelligenza Artificiale: l’archivio di tutti gli articoli, le analisi e le guide che pubblichiamo sull’intelligenza artificiale in Italia e in Europa. Non è una rassegna stampa: ogni pezzo nasce da un documento, una misura o un fatto verificabile, un regolamento pubblicato in Gazzetta ufficiale, un benchmark riprodotto, una scadenza normativa, e dice da dove viene ciò che afferma.
Se lo studio usa l’IA, l’obbligo c’è, anche con 3 persone. L’articolo 4 dell’AI Act si rivolge a fornitori e utilizzatori di sistemi di IA
La stessa formazione per tutti è il modo più caro di sbagliare. L’articolo 4 dell’AI Act, in applicazione dal 2 febbraio 2025, chiede a fornitori
La Commissione europea ha pubblicato il 10 giugno 2026 la versione definitiva del Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati o manipolati dall’intelligenza
Un titolo digitale vale quanto la sua verifica. Open badge e credenziali digitali europee sono i due formati che si incontrano più spesso nei profili
Può attestare, non certificare né abilitare. La Legge 4/2013 disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi e assegna alle associazioni professionali un perimetro
Sono diventate applicabili le prime disposizioni del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), tra cui l’articolo 4, che chiede alle organizzazioni di garantire al personale un
Un titolo AI si verifica in 3 mosse: chi lo ha rilasciato, con quale esame, a quale link. Il mercato dei corsi sull’intelligenza artificiale è
Sono 4 parole diverse per 4 oggetti diversi. Su un curriculum «certificato», «attestato» e «credenziale» finiscono spesso nella stessa riga, ma dietro ogni parola c’è
Zhipu AI, il laboratorio di Pechino che opera all’estero con il marchio Z.ai, ha rilasciato GLM-5.2, un modello Mixture-of-Experts da 744 miliardi di parametri pubblicato
La rilasciano gli organismi di certificazione, non ISO e non i consulenti. ISO e IEC scrivono la norma; l’audit e il certificato sono il mestiere
Che cosa copriamo. Il filone normativo segue l’AI Act, il Regolamento (UE) 2024/1689, e le sue scadenze applicative, il Digital Omnibus, la legge italiana 132/2025, i lavori della Commissione europea e dell’AI Office, fino ai principi OCSE e alla Raccomandazione UNESCO sull’etica dell’IA. Il filone tecnico legge modelli, benchmark e strumenti con l’occhio di chi li usa per lavorare: risultati misurati, limiti dichiarati, promesse da verificare. Gli altri filoni, etica, lavoro, strategia, formazione, pubblica amministrazione, agenti, guardano l’impatto dell’IA dove tocca le persone: assunzioni, competenze, decisioni d’azienda, servizi pubblici.
Chi scrive. Gli articoli portano la firma di chi li scrive e la data di pubblicazione; quando una notizia nasce da un comunicato o da una fonte esterna, lo indichiamo nel testo. La redazione è quella dell’associazione: le stesse persone che seguono la normativa nei tavoli in cui si discute e che portano l’intelligenza artificiale nei percorsi formativi, non osservatori a distanza.
Da dove partire. Se cerchi un punto d’ingresso, i pilastri sono tre: la guida all’AI Act, aggiornata a ogni passaggio normativo rilevante; le analisi di ricerca e benchmark, che confrontano i modelli sui numeri e dicono che cosa misurano davvero; e l’hub della formazione, dove le competenze diventano una credenziale europea verificabile. Le categorie qui sotto ordinano tutto il resto: ogni filone ha la sua pagina, con il suo taglio e il suo archivio completo, e qui sotto trovi la descrizione di ciascuna con il rimando diretto.
Ogni filone di questo archivio ha la sua casa. Ecco dove trovare ciò che cerchi:
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