A inizio 2026 la classifica dei modelli linguistici di grandi dimensioni si è riassestata dopo un secondo semestre 2025 turbolento. GPT-5, lanciato il 7 agosto 2025, ha ridefinito lo stato dell’arte su matematica, coding e comprensione multimodale. Claude di Anthropic ha consolidato la propria posizione sulla programmazione e sul ragionamento strutturato. Gemini di Google ha puntato sull’integrazione multimodale e sulle finestre di contesto ampie. Nel frattempo, i modelli open source come Llama 4 di Meta e Qwen 2.5 di Alibaba hanno ridotto il divario con i sistemi proprietari su diversi test. Il quadro è più competitivo che mai, e i benchmark sono diventati il terreno su cui si gioca la credibilità di ogni laboratorio di ricerca e di ogni prodotto commerciale.
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ToggleI benchmark che contano nel 2026
Non tutti i test hanno lo stesso peso. A inizio 2026, i benchmark più citati dalla comunità di ricerca e dall’industria sono una manciata, ciascuno specializzato su un aspetto diverso delle capacità dei modelli. SWE-bench Verified misura la capacità di un modello di risolvere bug reali in repository software open source: è il test che conta per chi valuta l’IA applicata allo sviluppo. Ogni task corrisponde a un problema segnalato in progetti come Django, Flask o scikit-learn, e il modello deve generare una patch funzionante. AIME 2025 testa il ragionamento matematico avanzato con problemi a livello di competizione olimpica — un terreno dove i modelli linguistici hanno fatto progressi enormi nell’ultimo anno.
GPQA Diamond valuta la conoscenza scientifica a livello di dottorato: domande di fisica, chimica, biologia che richiedono ragionamento multi-step e familiarità con la letteratura tecnica. MMMU misura la comprensione multimodale — la capacità di ragionare su immagini, grafici, diagrammi e documenti — un’abilità sempre più richiesta nelle applicazioni aziendali. ARC-AGI-2, introdotto nel 2025, tenta di misurare il ragionamento generale astratto attraverso pattern visivi inediti, un terreno dove i modelli linguistici mostrano ancora limiti evidenti rispetto agli esseri umani.
Epoch AI, il centro di ricerca indipendente che traccia l’andamento delle prestazioni dei modelli, ha aggiornato il proprio indice composito includendo anche benchmark per le capacità agentiche come APEX-Agents. L’indice aggrega i risultati su più test per fornire un punteggio normalizzato che permetta confronti trasversali tra modelli con architetture e dimensioni diverse. Il LM Council e il Vellum LLM Leaderboard offrono classifiche alternative con criteri e pesi parzialmente diversi, il che rende il panorama dei ranking più frammentato ma anche più informativo per chi sa leggere le differenze metodologiche.
GPT-5 e la famiglia OpenAI: i numeri del lancio
GPT-5, rilasciato il 7 agosto 2025, è arrivato con risultati che hanno spostato il punto di riferimento su quasi tutti i benchmark principali. Sul benchmark AIME 2025, il modello ha raggiunto il 94,6% senza strumenti esterni — un dato che segnala una capacità di ragionamento matematico molto superiore ai predecessori e che si avvicina ai livelli dei migliori studenti nelle competizioni olimpiche. Su SWE-bench Verified, GPT-5 ha ottenuto il 74,9%, un salto netto che lo posiziona tra i migliori strumenti disponibili per la risoluzione di bug software reali. Su MMMU, il punteggio è stato dell’84,2%, con un netto miglioramento nella lettura di grafici, interfacce software e documenti tecnici visivi.
La versione Pro con ragionamento esteso ha spinto i risultati ancora più in alto: su GPQA Diamond ha raggiunto l’88,4% senza strumenti, stabilendo un nuovo stato dell’arte per la conoscenza scientifica avanzata. OpenAI ha dichiarato che GPT-5 riduce le allucinazioni del 45% rispetto a GPT-4o quando opera con la ricerca web attiva, e dell’80% rispetto a o3 quando usa il ragionamento lungo. Un aspetto meno pubblicizzato ma altrettanto rilevante: GPT-5 ottiene risultati equivalenti o superiori a o3 usando il 50-80% in meno di token di output, il che si traduce in costi inferiori e tempi di risposta più rapidi.
Il modello funziona come un sistema unificato: un router interno decide in tempo reale se rispondere in modo rapido per le domande semplici o attivare una catena di ragionamento più profonda per i problemi complessi, eliminando la necessità per l’utente di scegliere manualmente tra modelli diversi. Le versioni successive — GPT-5.1 e poi GPT-5.2, quest’ultimo rilasciato a inizio 2026 — hanno ampliato la finestra di contesto fino a 400.000 token e migliorato le prestazioni su compiti professionali complessi, dalla modellazione finanziaria alla creazione di presentazioni, dalla scrittura di codice alla comprensione di documenti lunghi.
Claude di Anthropic: forza sul codice e sulla sicurezza
Claude ha continuato a distinguersi nel 2025 e a inizio 2026 per le prestazioni sulla programmazione e sul ragionamento strutturato. Anthropic ha rilasciato aggiornamenti progressivi del proprio modello, puntando su tre direttrici: prestazioni di punta sul coding, riduzione delle allucinazioni e sicurezza dell’allineamento. La strategia di Anthropic si differenzia da quella di OpenAI per un’enfasi marcata sulla trasparenza e sulla ricerca in sicurezza: ogni versione di Claude è accompagnata da schede tecniche dettagliate che documentano punti di forza, limiti e risultati dei test interni.
Su SWE-bench Verified, Claude si è mantenuto competitivo con GPT-5, e in alcuni sotto-test specifici — come la generazione di codice in contesti con documentazione estesa e la revisione di codebase articolate — ha mostrato risultati superiori. Sul ragionamento scientifico misurato da GPQA, i punteggi sono leggermente inferiori a quelli di GPT-5 Pro, ma il divario si è ridotto con ogni aggiornamento. Un punto di forza riconosciuto di Claude è la qualità del ragionamento nelle risposte lunghe: su compiti che richiedono la produzione di analisi estese e articolate, il modello tende a mantenere coerenza e struttura meglio di alcuni concorrenti.
Anthropic ha inoltre pubblicato ricerche proprie sull’impatto dell’IA sul mercato del lavoro — un report che mappa l’esposizione reale delle professioni all’automazione, distinguendo tra esposizione potenziale ed esposizione osservata. Questo tipo di contributo posiziona Anthropic non solo come fornitore di tecnologia ma come attore nel dibattito pubblico sull’IA, un elemento che influenza la percezione del brand nel mercato europeo attento alla responsabilità sociale delle aziende tecnologiche.
Gemini di Google: multimodalità e contesto esteso
Google ha scelto una traiettoria diversa con Gemini. La versione 2.5 Pro, disponibile nel secondo semestre 2025, ha puntato su una finestra di contesto da un milione di token e su capacità multimodali native: il modello è stato progettato per ragionare su testo, immagini, video e audio in modo integrato all’interno di una singola richiesta. Su benchmark come MMMU, Gemini ha ottenuto risultati tra i migliori del settore, dimostrando una comprensione visiva particolarmente forte su grafici, tabelle e interfacce software.
Su ARC-AGI-2, che misura il ragionamento astratto su pattern visivi inediti, la famiglia Gemini ha mostrato progressi interessanti rispetto alla generazione precedente. Il limite di Gemini, secondo le analisi di Epoch AI e del LM Council, resta la coerenza nelle risposte molto lunghe e la gestione di catene di ragionamento complesse su più passaggi. Su SWE-bench e AIME, i punteggi sono inferiori a quelli di GPT-5 e Claude, anche se il divario si sta assottigliando con ogni aggiornamento. Google compensa con l’integrazione nativa nel proprio ecosistema di servizi — da Search a Workspace a Cloud — un vantaggio competitivo che i benchmark non catturano.
I modelli open source: Llama 4, Qwen e la rincorsa
Il 2025 ha visto un’accelerazione dei modelli open source che ha costretto i commentatori a rivedere le previsioni sulla durata del vantaggio dei sistemi proprietari. Llama 4 di Meta, rilasciato con licenza permissiva che ne consente l’uso commerciale, ha raggiunto prestazioni paragonabili a GPT-4o su diversi benchmark, pur restando distante da GPT-5 sui compiti più complessi. Qwen 2.5 di Alibaba ha mostrato risultati competitivi sulla matematica e sulla programmazione, posizionandosi tra i migliori modelli open source sui benchmark MATH e HumanEval. Mistral, l’azienda francese, ha continuato a rilasciare modelli efficienti ottimizzati per l’inferenza con risorse limitate — un vantaggio concreto per le organizzazioni europee che vogliono usare IA senza dipendere da cloud americani o cinesi.
Il dato rilevante per le imprese è che i modelli open source a inizio 2026 possono gestire molti compiti professionali — dalla sintesi documentale alla generazione di codice, dalla traduzione all’analisi dati — con prestazioni accettabili e costi di inferenza molto inferiori a quelli dei modelli proprietari via API. Il divario resta sui compiti più complessi: ragionamento multi-step avanzato, analisi di documenti molto lunghi con mantenimento del contesto, coding su basi di codice estese con decine di file interdipendenti. Per le PMI italiane con budget limitati e casi d’uso relativamente semplici, un modello open source può essere la scelta razionale.
Le migliori AI del 2026
Messi in fila i numeri di questa pagina, la lettura ragionata è meno scontata di una classifica unica: il «migliore» dipende dal compito.
Per il codice. GPT-5 guida SWE-bench Verified con il 74,9% e Claude gli resta accanto, con sotto-test — revisione di codebase articolate, contesti con documentazione estesa — in cui passa davanti: per lo sviluppo la scelta si gioca fra questi due, più su vincoli di piattaforma e di processo che su punti percentuali.
Per il ragionamento matematico e scientifico. Il 94,6% di GPT-5 su AIME 2025 senza strumenti e l’88,4% della versione Pro su GPQA Diamond sono i riferimenti del momento su questi due terreni.
Per documenti, immagini e contesti lunghi. Gemini 2.5 Pro, con la finestra da un milione di token e risultati su MMMU tra i migliori del settore, è il candidato naturale dove il lavoro è leggere molto e di tutto — tenendo presente il limite segnalato sulla coerenza delle risposte molto lunghe.
Per chi vuole controllo e costi prevedibili. Llama 4 vale un GPT-4o su diversi benchmark, Qwen 2.5 tiene il passo su matematica e programmazione, Mistral ottimizza l’inferenza con risorse limitate: sui compiti più complessi restano distanti da GPT-5, ma per molti usi aziendali bastano — e girano dove decidi tu.
Cosa significano i benchmark per chi non è un ricercatore
I benchmark AI non sono solo una competizione tra laboratori. Sono uno strumento di valutazione per chi deve scegliere quale modello integrare in un prodotto, quale piattaforma adottare in azienda, quale strumento consigliare a un cliente. Un punteggio alto su SWE-bench significa meno tempo speso a correggere il codice generato dall’IA. Un buon risultato su MMMU significa che il modello può leggere un bilancio in formato PDF e rispondere a domande sui dati con ragionevole accuratezza. Un miglioramento su GPQA significa risposte più affidabili su questioni scientifiche, normative o tecniche.
Il rischio, però, è di ridurre tutto a una classifica. I benchmark misurano prestazioni su set di test specifici, non la qualità complessiva dell’esperienza d’uso in un contesto aziendale reale. Un modello che eccelle sui test matematici può essere mediocre nella conversazione naturale. Un modello con punteggio alto sul coding può avere limiti nella comprensione del contesto aziendale e delle sfumature linguistiche. Un modello primo in classifica su un benchmark può performare peggio su dati e compiti che non assomigliano al test. Per i professionisti e le imprese, la scelta del modello resta un esercizio di valutazione contestuale: dipende dal compito, dal settore, dal budget, dalla sensibilità dei dati trattati e dalla lingua di lavoro.
A inizio 2026, la classifica dei benchmark AI racconta un mercato dove nessun singolo modello domina su tutti i fronti. GPT-5 ha il vantaggio della versatilità e dei punteggi di punta sulla maggior parte dei test. Claude eccelle sull’affidabilità del codice e sulla trasparenza. Gemini sulla multimodalità e sul contesto esteso. I modelli open source sul rapporto prestazioni-costo e sulla sovranità dei dati. La vera competizione non è più su chi arriva primo in un singolo test, ma su chi riesce a tradurre i punteggi in valore reale per gli utenti — e su questo terreno, i benchmark da soli non bastano.
Per i professionisti italiani che consigliano le imprese sull’adozione di modelli AI, i benchmark sono uno strumento necessario ma non sufficiente. Vanno letti nel contesto del caso d’uso specifico: un modello che domina su AIME non è automaticamente la scelta migliore per un’azienda che ha bisogno di sintetizzare contratti in italiano. Un modello primo su SWE-bench può essere inadatto per un team che lavora in Java e non in Python. La competenza nella lettura critica dei benchmark — sapere cosa misurano, come lo misurano e cosa non misurano — è diventata essa stessa una competenza professionale richiesta nel mercato della consulenza AI.
Valutare i modelli nel contesto d’uso è il mestiere di figure normate: i 12 profili professionali AI della UNI 11621-8:2026 ne descrivono competenze e requisiti.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
