Riconoscimenti AIPIA · OCSE

Principi OCSE sull’intelligenza artificiale

Il primo standard intergovernativo al mondo sull’IA, aggiornato nel 2024 per l’era dell’intelligenza artificiale generativa, a cui AIPIA allinea formazione e credenziale europea.

Il 22 maggio 2019 il Consiglio dell’OCSE, riunito a Parigi a livello ministeriale, ha adottato la Recommendation of the Council on Artificial Intelligence, identificata come OECD/LEGAL/0449 e primo standard intergovernativo al mondo dedicato all’intelligenza artificiale. Il testo è stato aggiornato l’8 novembre 2023 nella definizione di sistema di IA e poi il 3 maggio 2024 nei cinque principi valoriali e nelle cinque raccomandazioni ai policy maker, per tenere conto dell’esplosione dei modelli fondazionali e dell’IA generativa. I paesi aderenti sono 47, fra cui l’Italia, oltre all’Unione Europea come parte autonoma. Attraverso il G20 di Osaka del giugno 2019 e il partenariato integrato con GPAI dal luglio 2024, l’ecosistema copre di fatto oltre il 90% del PIL mondiale.

La rilevanza pratica per il professionista italiano dell’IA è duplice. Da un lato la definizione OCSE di sistema di IA è stata adottata dal Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA e dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale ONU del marzo 2024, diventando lo standard globale. Dall’altro i cinque principi valoriali OCSE guidano la Legge 23 settembre 2025 n. 132, le Linee guida AgID per lo sviluppo e il procurement dell’IA nella pubblica amministrazione e la Strategia italiana per l’IA 2024-2026.

Cosa sono i Principi OCSE sull’IA

Sono l’insieme di indirizzi valoriali e di policy che l’OCSE raccomanda ai propri Stati membri e ai paesi partner per promuovere un’IA innovativa e affidabile che rispetti i diritti umani e i valori democratici. Sono uno strumento di soft law, quindi non giuridicamente vincolante, ma la loro autorevolezza è tale da avere plasmato l’AI Act europeo, la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa e diverse strategie nazionali fra cui quella italiana.

L’aderente non firma un trattato ma assume un impegno politico e di integrazione nelle proprie politiche pubbliche, con reporting periodico all’OCSE.

I cinque principi valoriali per un’IA affidabile

Il primo principio è la crescita inclusiva, lo sviluppo sostenibile e il benessere: gli attori dell’IA devono generare esiti benefici per le persone e per il pianeta, con esplicito richiamo alla sostenibilità ambientale introdotto nella revisione 2024 per rispondere all’impatto energetico dei modelli fondazionali. Il secondo è il rispetto dello Stato di diritto, dei diritti umani e dei valori democratici, inclusi equità e privacy, con menzione esplicita del contrasto alla misinformazione e alla disinformazione amplificate dall’IA. Il terzo è la trasparenza e spiegabilità, che nella versione 2024 include la possibilità per l’interessato di contestare gli esiti prodotti dal sistema, non solo di comprenderli. Il quarto è la robustezza, sicurezza tecnica e safety, con l’obbligo di prevedere meccanismi di override, riparazione e dismissione sicura. Il quinto è l’accountability, che dal 2024 assorbe anche l’obbligo di tracciabilità di dataset e decisioni e la gestione sistemica del rischio, con attenzione a bias, proprietà intellettuale e diritti del lavoro.

Le cinque raccomandazioni ai policy maker

Le raccomandazioni si rivolgono ai governi e chiedono di investire in ricerca e sviluppo su un’IA affidabile, di promuovere un ecosistema digitale inclusivo e interoperabile, di modellare un ambiente di governance abilitante e globalmente interoperabile con sandbox regolatorie e approcci orientati ai risultati, di sviluppare le competenze umane con formazione continua e una transizione giusta del mercato del lavoro, di cooperare a livello internazionale per un’IA affidabile.

La revisione del 2024 ha rafforzato il tema dell’interoperabilità globale, riconoscendo che la frammentazione normativa fra giurisdizioni è oggi il principale rischio sistemico.

Cosa è cambiato nell’aggiornamento del 3 maggio 2024

La revisione risponde all’irruzione dell’IA generativa e dei modelli general purpose. Le novità principali sono sei. Primo: contrasto esplicito a misinformazione e disinformazione, con bilanciamento della libertà di espressione. Secondo: introduzione del concetto di integrità dell’informazione. Terzo: sostenibilità ambientale come componente esplicita del principio di crescita inclusiva. Quarto: gestione dei bias dannosi, dell’uso improprio e dell’uso non intenzionalmente scorretto. Quinto: meccanismi di override, riparazione e dismissione sicura. Sesto: risk management sistematico spostato sotto il principio di accountability, con cooperazione fra fornitori, deployer e utenti.

Il principio sulla trasparenza richiede ora esplicitamente la possibilità di contestare gli esiti dei sistemi di IA, non solo di comprenderli. La modifica dell’8 novembre 2023 aveva invece aggiornato la definizione di sistema di IA, poi adottata dal Regolamento UE 2024/1689.

La definizione OCSE di sistema di IA e il suo ruolo globale

Secondo la definizione OCSE aggiornata, un sistema di IA è un sistema basato su una macchina che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dagli input ricevuti come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. I sistemi variano per livello di autonomia e di adattività dopo il rilascio.

Questa formulazione è stata ripresa dal Regolamento UE 2024/1689 all’articolo 3, dalla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa, dalla Risoluzione ONU del marzo 2024 e da diverse legislazioni nazionali fra cui la Legge italiana 132/2025. Rappresenta la prima definizione globalmente interoperabile di sistema di intelligenza artificiale.

Paesi aderenti e ruolo dell’Italia

I paesi aderenti sono oggi 47 e includono i 38 membri OCSE, l’Unione Europea come parte autonoma e otto non membri: Argentina, Brasile, Egitto, Malta, Perù, Romania, Singapore e Ucraina. L’Italia aderisce dal 22 maggio 2019 ed è anche membro fondatore di GPAI dal 2020.

I principi OCSE sono alla base della Strategia italiana per l’IA 2024-2026, della Legge 23 settembre 2025 n. 132 e delle Linee guida AgID per la pubblica amministrazione. Sotto la Presidenza italiana del G7 nel 2024, l’OCSE ha inoltre varato il Toolkit G7 per l’IA nel settore pubblico, coerente con la Raccomandazione UNESCO e con i principi OCSE.

OECD.AI, GPAI e l’ecosistema di implementazione

L’OECD.AI Policy Observatory monitora oltre 900 iniziative politiche in più di 70 giurisdizioni, oltre a dati sugli investimenti, sui brevetti IA, sugli incidenti tramite l’AI Incidents Monitor e sulla forza lavoro del settore. La Global Partnership on AI è nata dalla proposta franco-canadese al G7 di Charlevoix nel 2018, è stata lanciata il 15 giugno 2020 con 15 membri fondatori fra cui l’Italia e dal luglio 2024, con il Summit di Nuova Delhi, opera in partenariato integrato con l’OCSE. La membership è condizionata all’adesione ai principi OCSE.

Come i principi OCSE incidono sull’ordinamento italiano

La Legge 23 settembre 2025 n. 132, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025, è il primo quadro organico italiano sull’IA e recepisce i principi OCSE nell’impianto antropocentrico, nella trasparenza e nel controllo umano. AgID è autorità di notifica per la valutazione di conformità, ACN è autorità di vigilanza, mentre Banca d’Italia, CONSOB e IVASS agiscono nei settori di rispettiva competenza.

L’articolo 13 della Legge 132/2025 disciplina l’uso dell’IA nelle professioni intellettuali: la macchina è ammessa solo come strumento di supporto, deve prevalere il lavoro umano e il cliente deve essere informato in modo chiaro dell’uso dell’IA. Un principio direttamente ricavabile dai principi OCSE di trasparenza e accountability.

Come AIPIA porta i principi OCSE nella pratica professionale

AIPIA è l’associazione professionale italiana ai sensi della Legge 14 gennaio 2013 n. 4 dedicata ai professionisti dell’intelligenza artificiale. L’associazione traduce i cinque principi OCSE in obblighi deontologici e in moduli formativi della credenziale europea rilasciata con sigillo eIDAS. Il percorso Base e il percorso Advanced della credenziale includono la valutazione d’impatto sui diritti fondamentali, la tracciabilità dei dataset e delle decisioni, i meccanismi di contestazione degli esiti e la gestione del rischio secondo lo standard ISO/IEC 42001.

In questo modo il professionista italiano dispone di un attestato allineato ai principi OCSE, al Regolamento UE 2024/1689 e alla Legge 132/2025, con validità in tutta l’Unione Europea grazie al framework Europass e all’European Learning Model. Il percorso inizia con il Corso Base con credenziale europea.

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FAQ

Domande frequenti sui Principi OCSE sull’IA

Cosa sono i Principi OCSE sull’intelligenza artificiale?

Sono il primo standard intergovernativo al mondo sull’IA, adottati il 22 maggio 2019 e aggiornati il 3 maggio 2024. Si articolano in cinque principi valoriali per gli attori dell’IA e cinque raccomandazioni ai policy maker per promuovere un’IA innovativa e affidabile.

I Principi OCSE sono giuridicamente vincolanti?

No, sono uno strumento di soft law che costituisce un impegno politico. La loro autorevolezza ha però plasmato normative vincolanti come il Regolamento UE 2024/1689 e la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’IA.

Quanti paesi aderiscono ai Principi OCSE?

Aderiscono 47 paesi, comprensivi dei 38 membri OCSE, dell’Unione Europea come parte autonoma e di otto non membri fra cui Brasile, Argentina, Singapore e Ucraina.

L’Italia aderisce ai Principi OCSE sull’IA?

Sì, l’Italia aderisce dal 22 maggio 2019 ed è membro fondatore di GPAI dal 2020. I principi guidano la Strategia italiana per l’IA 2024-2026 e la Legge 23 settembre 2025 n. 132.

Quali sono i cinque principi valoriali?

Crescita inclusiva e sviluppo sostenibile, rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, trasparenza e spiegabilità, robustezza e safety, accountability.

Cosa è cambiato con l’aggiornamento del 3 maggio 2024?

Contrasto a misinformazione e disinformazione, integrità dell’informazione, sostenibilità ambientale dei modelli, gestione dei bias dannosi, meccanismi di override e dismissione sicura, tracciabilità sistemica sotto accountability, possibilità di contestare gli esiti e interoperabilità globale della governance.

Cos’è la definizione OCSE di sistema di IA?

Un sistema basato su una macchina che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dagli input ricevuti come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. Questa definizione è stata adottata dal Regolamento UE 2024/1689, dalla Convenzione del Consiglio d’Europa e dall’ONU.

Che rapporto c’è fra Principi OCSE e AI Act europeo?

L’AI Act eredita dai principi OCSE la definizione di sistema di IA e l’approccio antropocentrico. Mentre i principi OCSE sono soft law universale, l’AI Act è normativa vincolante per il mercato UE con approccio basato sul rischio. Sono strumenti complementari.

Cos’è GPAI e come si integra con l’OCSE?

La Global Partnership on AI è un partenariato multilaterale lanciato il 15 giugno 2020 con segretariato ospitato dall’OCSE a Parigi. Dal luglio 2024 GPAI e OCSE operano in partenariato integrato, con membership condizionata all’adesione ai Principi OCSE. L’Italia è membro fondatore.

Come possono aziende e professionisti italiani applicare i Principi OCSE?

Adottando un framework di governance dell’IA basato sui cinque principi, con valutazione d’impatto sui diritti fondamentali, trasparenza verso il cliente, supervisione umana, gestione sistematica del rischio e tracciabilità. Lo standard ISO/IEC 42001 fornisce l’ossatura di conformità, in coerenza con la Legge 132/2025 e con la credenziale europea AIPIA con sigillo eIDAS.

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