AIPIA avvia il 20 agosto 2026 la dodicesima edizione del suo Corso AI in formato Advanced; il 17 settembre parte la nuova edizione del Corso Base con Credenziale Europea, dopo che quella di luglio ha esaurito i posti. Chi decide di affrontare entrambi i livelli può farlo attraverso il Percorso Formativo Completo, con un contributo formativo di 548 euro invece di 648: 100 euro in meno rispetto alla somma dei due corsi presi separatamente. Ed è l’unica formula del catalogo AIPIA con una rateizzazione documentata, in due tranche concordabili scrivendo a segreteria@aipia.it.
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ToggleCento euro di riduzione e una email: il meccanismo è tutto qui.
Ma dietro la semplicità della formula c’è una scelta precisa su come dovrebbe funzionare la formazione professionale: un ciclo chiuso, con un inizio e una fine, due esami e due credenziali verificabili in uscita. Questo articolo mette in fila cosa comprende il percorso, quanto costa davvero, come funziona il versamento in due tranche e per chi ha senso, con i numeri esatti di entrambi i corsi.
Due corsi, due esami, due credenziali: cosa comprende il percorso
Il Percorso Formativo Completo unisce i due livelli della formazione AIPIA. Il Corso Base: otto ore in quattro sessioni live serali, otto moduli, un esame finale e la European AI Professional Credential – Base con sigillo eIDAS. Il Corso Advanced: dodici ore in cinque sessioni live, nove moduli, una sessione pratica extra di due ore con un docente del Comitato Tecnico Scientifico, l’esame e la European AI Professional Credential – Advanced.
In totale: ventidue ore di formazione in diretta, due prove d’esame, due credenziali digitali europee distinte, ciascuna verificabile in autonomia da chiunque le riceva.
Il formato è lo stesso per entrambi i livelli: sessioni serali dalle 18:00 alle 20:00, online in diretta streaming, pensate per chi lavora e non può sottrarre giornate intere all’attività. Non un catalogo di video da guardare quando capita, ma appuntamenti fissi con docenti che rispondono in tempo reale. È una differenza che pesa sul risultato: i corsi on demand si comprano con entusiasmo e si abbandonano in silenzio, gli appuntamenti in calendario con un esame in fondo si portano a termine.
Il dettaglio delle due credenziali non è ridondanza burocratica. Base e Advanced attestano competenze diverse, e chi le legge (un datore di lavoro, un cliente, un committente pubblico) vede due livelli distinti di padronanza: il primo dice che la persona usa gli strumenti con consapevolezza dei limiti e delle regole, il secondo che sa costruire automazioni, integrare API e mettere in produzione sistemi agentici. Sul funzionamento tecnico del sigillo eIDAS e sulla verifica in tempo reale, la pagina della Credenziale Europea AI documenta l’intero meccanismo.
Il primo tratto: capire gli strumenti e le regole
Il Corso Base è il punto d’ingresso per chi parte da zero o quasi. I suoi otto moduli coprono i concetti che rendono comprensibile il comportamento dei modelli (token, embedding, finestra di contesto), il prompt engineering su ChatGPT, Claude e Gemini, il capitolo delicato di allucinazioni e bias, la generazione di immagini, gli strumenti del professionista, un primo incontro con gli agenti AI e con le API dei grandi fornitori, e il quadro normativo composto da AI Act, Legge 23 settembre 2025, n. 132 e GDPR.
Quattro serate distribuite su due settimane, con le registrazioni disponibili nei 30 giorni successivi.
È il livello che risponde all’esigenza resa urgente dall’articolo 4 dell’AI Act, in applicazione dal 2 febbraio 2025: garantire che chi usa sistemi di intelligenza artificiale in un contesto professionale abbia un’alfabetizzazione adeguata e dimostrabile. Il tutto esaurito dell’edizione di luglio si spiega in gran parte così: le imprese e i professionisti hanno smesso di considerare questa formazione rinviabile.
L’esame chiude il ciclo: 30 domande a scelta multipla in 45 minuti, soglia al 70 per cento, secondo tentativo gratuito per chi non passa al primo. Chi esce dal Base non è un tecnico, ed è il punto: è un professionista che sa cosa chiedere agli strumenti, cosa non credere alle risposte e cosa la legge gli chiede di documentare. Il programma completo, con il calendario dell’edizione del 17-25 settembre, è nella pagina del Corso AI Base con Credenziale Europea.
Il secondo tratto: costruire, integrare, automatizzare
L’Advanced cambia mestiere. Non più usare bene ciò che esiste, ma costruire ciò che ancora non c’è: i nove moduli passano dall’architettura dei modelli linguistici e dal fine tuning alla computer vision di livello professionale, dai sistemi multi agente a Claude Code e Cursor per lo sviluppo assistito, dalle integrazioni via API e webhook con Zapier, Make e n8n ai server VPS, fino all’automazione del marketing e all’analisi dati per la business intelligence.
La sessione pratica live aggiunge le due ore che valgono di più: un caso reale portato avanti dall’inizio alla fine da un docente del CTS, con le decisioni tecniche discusse mentre vengono prese.
Un chiarimento che il regolamento del corso rende esplicito: il Base non è un prerequisito formale dell’Advanced. Chi ha già dimestichezza con l’IA generativa può iscriversi direttamente al secondo livello. Il percorso completo esiste per il caso opposto e più frequente: chi parte dalle basi e vuole arrivare fino alla costruzione senza decidere due volte, senza ricontrattare due volte e sapendo dal primo giorno dove finirà.
Il conto: 548 euro, e cosa contiene davvero quella cifra
Presi separatamente, i due corsi richiedono un contributo formativo di 249 euro (Base) e 399 euro (Advanced): 648 euro in totale. Il Percorso Formativo Completo porta la cifra a 548 euro, con un risparmio secco di 100 euro. Esiste anche una via intermedia, per completezza: chi ha già conseguito la credenziale Base accede all’Advanced a 299 euro. Ma per chi parte da zero e sa già di voler arrivare in fondo, la formula del percorso resta la più conveniente e la più lineare.
Dentro quella cifra c’è tutto il ciclo: ventidue ore di formazione live, i materiali, due esami con i relativi secondi tentativi gratuiti, l’emissione di due credenziali digitali europee con sigillo eIDAS. Il contributo è una tantum e viene documentato da ricevuta: nessun abbonamento, nessun costo ricorrente collegato ai corsi, nessuna voce che compare a sorpresa dopo l’iscrizione.
Vale la pena misurare il rapporto tra cifra e risultato senza ricorrere a paragoni di mercato, che lasciano il tempo che trovano: 548 euro per ventidue ore di formazione in diretta con esami e credenziali verificabili significa un costo inferiore ai 25 euro per ora di lezione, titoli inclusi. Ciascuno può confrontarlo con quanto ha versato per l’ultimo convegno di aggiornamento da mezza giornata.
Un’ultima voce da mettere in conto per completezza: la credenziale Base ha validità di un anno e si rinnova con un contributo di 19 euro. La scadenza annuale non è una rendita mascherata, è la logica stessa del titolo: in un campo dove strumenti e norme cambiano ogni trimestre, una credenziale perpetua perderebbe valore informativo nel giro di pochi anni. Chi la rinnova comunica che la competenza è viva, non archiviata.
La rateizzazione: due tranche e una email alla segreteria
Il percorso completo è l’unica offerta formativa AIPIA con una rateizzazione esplicita: il contributo di 548 euro può essere suddiviso in due tranche, con un piano concordato scrivendo a segreteria@aipia.it. Non c’è un flusso automatizzato, non c’è una piattaforma esterna che valuta la richiesta in tre secondi, non c’è un algoritmo di credito di mezzo. C’è una segreteria che legge la email, risponde e definisce con la persona interessata tempi e importi delle due tranche.
Un processo manuale, nel 2026, può sembrare un anacronismo. È una scelta.
Chi ha comprato formazione online negli ultimi anni conosce l’alternativa: il pulsante della dilazione al momento del checkout, le condizioni accettate senza leggerle, il piano gestito da un soggetto terzo che con la scuola non ha nulla a che vedere. Funziona, certo. Ma introduce nel rapporto formativo un intermediario finanziario che nessuno ha chiesto.
La rateizzazione gestita da persone significa niente dati finanziari ceduti a intermediari, niente controlli sul merito creditizio, niente condizioni scritte in piccolo in un contratto di terzi. Significa anche flessibilità reale: due tranche concordate valgono più di un piano rigido uguale per tutti, perché tengono conto di quando la persona incassa, di quando l’azienda approva il budget, di come è fatta la vita finanziaria di chi si iscrive. Per un’associazione professionale che opera con contributi e ricevute, è la forma più coerente con la propria natura: un accordo tra l’ente e il suo iscritto, non una transazione tra sconosciuti.
Il limite, va detto, è la scala: una segreteria che concorda piani individuali funziona finché i numeri restano quelli di un’associazione, non quelli di una piattaforma di massa. Ma è un limite che chi si iscrive difficilmente percepisce come tale.
Per chi ha senso il percorso completo, e in quale ordine
Il profilo ideale è chi parte da una conoscenza superficiale dell’IA e ha un obiettivo operativo: non solo capire gli strumenti, ma arrivare a costruire automazioni per sé, per la propria azienda o per i propri clienti. Per questa persona il percorso completo evita la trappola classica della formazione a tappe, quella in cui il secondo corso viene rimandato a un futuro che non arriva mai perché ogni volta si riparte da una nuova decisione di spesa.
Una decisione sola, all’inizio. È il vero contenuto della formula.
Il percorso completo non è invece la scelta giusta per tutti, e conviene dirlo. Chi ha bisogno soltanto dell’alfabetizzazione richiesta dall’articolo 4, per sé o per il proprio ruolo, trova nel solo Corso Base a 249 euro una risposta già completa, credenziale inclusa. E chi sviluppa software da anni, conosce le API e vuole solo il livello avanzato può iscriversi direttamente all’Advanced a 399 euro, senza passare dal Base che non gli serve. La formula da 548 euro premia una condizione precisa: partire dalle basi con l’intenzione dichiarata di arrivare fino in fondo.
Sull’ordine dei corsi conviene guardare il calendario 2026 senza forzature: l’edizione Advanced si tiene dal 20 al 28 agosto, quella del Base dal 17 al 25 settembre. Chi ha già una pratica quotidiana con gli strumenti può affrontare i due livelli anche in quest’ordine, visto che il Base non è prerequisito; chi parte davvero da zero farà meglio a cominciare dal Base di settembre e a concordare con la segreteria l’edizione Advanced su cui completare il percorso. È un altro caso in cui l’interlocutore umano semplifica: la combinazione si definisce per email, insieme al piano delle tranche.
Chi vuole associarsi prima di iscriversi ai corsi, per accedere anche a webinar mensili, workshop e convenzioni, trova condizioni e categorie nella pagina di iscrizione ad AIPIA.
Resta il dato di partenza: l’edizione di luglio del Base esaurita, quella di agosto dell’Advanced in arrivo, e una formula che tiene insieme i due livelli con 100 euro di riduzione e una rateizzazione a misura di persona. La formazione sull’IA si sta standardizzando in fretta; i modi per renderla accessibile, evidentemente, possono ancora permettersi di restare artigianali.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
