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Legge 132/2025: la legge italiana sull'intelligenza artificiale
La legge 23 settembre 2025, n. 132 è la cornice italiana sull'intelligenza artificiale: disposizioni e deleghe al Governo pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025. Regola professioni, pubblica amministrazione, sanità e lavoro, e designa AgID e ACN come autorità nazionali.
Il rapporto con l'AI Act
La legge non duplica il regolamento europeo e non lo sostituisce. L'articolo 1, comma 2, fissa il criterio: le disposizioni si interpretano e si applicano conformemente al Regolamento (UE) 2024/1689. L'adeguamento operativo al regolamento, con poteri di vigilanza e sanzioni, passa dalle deleghe dell'articolo 24. Il quadro europeo, con le date di applicazione, sta nella panoramica dell'AI Act.
Fonte: testo vigente su Normattiva. Citazioni verificate al 18 agosto 2026.
Gli articoli chiave in una tabella
| Articolo | Cosa prevede |
|---|---|
| Art. 7 · Sanità | L'AI è un supporto in prevenzione, diagnosi e cura: la decisione resta sempre al medico. L'interessato ha diritto di essere informato dell'impiego dell'AI. |
| Art. 11 · Lavoro | L'AI va impiegata per migliorare le condizioni di lavoro e tutelare l'integrità psicofisica; il datore informa i lavoratori dell'uso di sistemi di AI. |
| Art. 13 · Professioni | Uso limitato ad attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale; obbligo di informare il cliente con linguaggio chiaro. |
| Art. 14 · PA | AI in funzione strumentale e di supporto ai provvedimenti: la persona resta l'unica responsabile; conoscibilità e tracciabilità garantite. |
| Art. 20 · Autorità | AgID e ACN designate autorità nazionali per l'AI, con ruoli distinti di promozione e vigilanza. |
| Art. 24 · Deleghe | Delega al Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento europeo: vigilanza, sanzioni, percorsi di alfabetizzazione e formazione. |
| Art. 25 · Diritto d'autore | Protette le opere dell'ingegno umano anche se create con l'ausilio dell'AI, purché frutto del lavoro intellettuale dell'autore. |
| Art. 26 · Penale | Nuovo articolo 612-quater del codice penale: l'illecita diffusione di contenuti generati o alterati con AI è punita con la reclusione da uno a cinque anni. |
Professioni intellettuali: l'articolo 13
Due regole nette. La prima: l'uso di sistemi di AI nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione. La seconda: per assicurare il rapporto fiduciario, le informazioni sui sistemi di AI utilizzati vanno comunicate al cliente con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
In pratica: l'AI può preparare, cercare e organizzare, ma la prestazione resta del professionista, e il cliente ha diritto di sapere quali strumenti entrano nel lavoro che paga.
Pubblica amministrazione e autorità nazionali
Per la PA l'articolo 14 segue la stessa logica delle professioni: l'AI serve l'efficienza dei procedimenti in funzione strumentale e di supporto, ma il provvedimento resta della persona, unica responsabile. Agli interessati vanno garantite la conoscibilità del funzionamento e la tracciabilità dell'utilizzo, con misure tecniche, organizzative e di formazione per i dipendenti.
L'articolo 20 costruisce la governance: AgID promuove l'innovazione e cura notifica e accreditamento degli organismi di valutazione; ACN vigila sul mercato, anche con attività ispettive e sanzionatorie, ed è il punto di contatto unico con le istituzioni europee. Banca d'Italia, CONSOB e IVASS restano autorità di vigilanza nei loro settori.
Domande frequenti sulla legge 132/2025
La legge 132/2025 sostituisce l'AI Act?
No: le sue disposizioni si interpretano e si applicano conformemente al Regolamento (UE) 2024/1689, come dice l'articolo 1, comma 2. La legge disciplina gli ambiti nazionali e delega al Governo l'adeguamento pieno al regolamento.
Un professionista può usare l'AI con i clienti?
Sì, entro i confini dell'articolo 13: l'uso è limitato alle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista, e le informazioni sui sistemi di AI utilizzati vanno comunicate al cliente con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Cosa cambia per la pubblica amministrazione?
L'articolo 14 ammette l'AI in funzione strumentale e di supporto all'attività provvedimentale: la decisione resta alla persona, che ne è l'unica responsabile. Sono richieste conoscibilità del funzionamento, tracciabilità dell'uso e misure di formazione, senza nuove risorse dedicate.
Chi vigila sull'intelligenza artificiale in Italia?
L'articolo 20 designa AgID e ACN come autorità nazionali per l'intelligenza artificiale: AgID promuove l'innovazione e accredita gli organismi, ACN vigila anche con poteri ispettivi e sanzionatori ed è il punto di contatto unico con l'Unione europea. Restano ferme le competenze di Banca d'Italia, CONSOB e IVASS.
È vero che i deepfake sono diventati reato?
Sì: l'articolo 26 ha introdotto nel codice penale l'articolo 612-quater, che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi cagiona un danno ingiusto diffondendo senza consenso immagini, video o voci falsificati o alterati con sistemi di AI idonei a trarre in inganno.
Adempiere in pratica
La legge italiana e l'articolo 4 dell'AI Act convergono sullo stesso punto: le competenze delle persone vanno formate e documentate. La pagina sull'obbligo di formazione propone la checklist; per i team c'è la formazione aziendale AIPIA, per i singoli il corso base con credenziale europea.