Strategia

Trump cancella l’ordine esecutivo sull’IA: la deregulation americana contro l’AI Act europeo

Il presidente Donald Trump ha cancellato all’ultimo momento, il 21 maggio 2026, la firma di un ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale, motivando la marcia indietro con il timore che il provvedimento erodesse il vantaggio competitivo americano sulla Cina. La cerimonia era gia stata rinviata piu volte. Quello che doveva diventare il primo atto federale di supervisione sui modelli di frontiera e finito nel cestino in poche ore.

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Il testo non e una norma astratta: ricostruirne il contenuto aiuta a capire cosa Washington ha scelto di non fare, e cosa questo significa per chi in Europa deve gia adeguarsi a un regolamento vincolante.

Cosa prevedeva la bozza ritirata

Secondo la ricostruzione di Axios, la bozza avrebbe chiesto alle aziende di IA di sottoporre i loro modelli piu avanzati ad agenzie federali per test di sicurezza prima del rilascio sul mercato. Una procedura volontaria, non un obbligo sanzionato. Eppure bastava a far scattare l’allarme nella Silicon Valley.

L’argomento contrario era di velocita. Un passaggio di valutazione preventiva, per quanto leggero, allunga i tempi tra il completamento di un modello e la sua messa in commercio. In una corsa dove i mesi contano, ogni ritardo regolatorio viene letto come un regalo ai concorrenti, in particolare ai laboratori cinesi che non hanno vincoli analoghi. Il ragionamento, esplicito nelle dichiarazioni raccolte dalla stampa americana, e che la sicurezza dei modelli puo attendere mentre la leadership tecnologica no.

Una fonte della Casa Bianca, citata da Axios, ha sintetizzato la posizione del presidente in una frase: Trump odia la regolazione. La stessa fonte ha definito l’intero provvedimento non necessario, qualcosa che solo i catastrofisti volevano.

Tre telefonate, stando alla ricostruzione, hanno pesato sulla decisione. Elon Musk di xAI, Mark Zuckerberg di Meta e David Sacks, fino a poco tempo prima responsabile della Casa Bianca per IA e criptovalute, avrebbero parlato direttamente con il presidente tra la sera di mercoledi e la mattina di giovedi. Tre nomi che rappresentano una parte consistente della capacita di calcolo e dei modelli prodotti negli Stati Uniti.

Va registrata una smentita. Musk ha definito falsa quella ricostruzione, sostenendo di non sapere neppure cosa contenesse l’ordine esecutivo e che il presidente gli avrebbe parlato solo dopo aver deciso di non firmare. La versione di Axios e quella dei protagonisti non coincidono. Resta il fatto, non contestato da nessuno, che la firma non c’e stata.

Non e un episodio isolato: la linea di Washington

La cancellazione del 21 maggio si capisce solo dentro una traiettoria piu lunga.

L’11 dicembre 2025 Trump aveva gia firmato un altro ordine esecutivo, intitolato Ensuring a National Policy Framework for Artificial Intelligence. L’obiettivo dichiarato era sostenere e rafforzare il dominio globale degli Stati Uniti nell’IA attraverso un quadro nazionale definito minimamente gravoso, riducendo la frammentazione delle leggi statali.

Quel provvedimento non aggiungeva obblighi alle imprese. Faceva l’opposto. Istituiva una task force legale incaricata di individuare e contestare in tribunale le leggi statali sull’IA ritenute incostituzionali o in conflitto con la normativa federale. Affidava alla Federal Trade Commission il compito di chiarire entro novanta giorni quando le leggi statali che impongono modifiche agli output dei modelli possano essere superate dal divieto federale di pratiche ingannevoli. E minacciava i singoli Stati con la perdita di alcuni finanziamenti federali se avessero approvato regole giudicate troppo onerose.

Il bersaglio era la proliferazione di norme locali. Negli ultimi due anni decine di Stati americani, dalla California al Texas, hanno introdotto o discusso leggi sull’IA: trasparenza dei contenuti generati, tutela dei minori, divieto di alcuni usi nella selezione del personale. Per le imprese che operano su scala nazionale, adeguarsi a cinquanta regimi diversi e un costo. L’amministrazione ha promesso un unico standard federale leggero al posto del mosaico statale.

La logica e coerente. A dicembre Washington ha provato a smontare la regolazione statale dal basso. A maggio ha rinunciato a costruire una supervisione federale dall’alto. In mezzo, un’idea precisa: meno regole significano piu velocita, e la velocita e la moneta della competizione con Pechino.

Resta da vedere se la strategia regga sul piano giuridico. Diversi studi legali americani hanno osservato che la preemption delle leggi statali via ordine esecutivo solleva dubbi costituzionali rilevanti, perche la materia tocca poteri che la Costituzione riserva agli Stati. Molti governatori hanno annunciato che proseguiranno comunque con i propri provvedimenti. La deregulation per decreto non e un terreno stabile.

Bruxelles e il Regolamento UE 2024/1689

Sull’altra sponda dell’Atlantico la fotografia e diversa per natura del documento, non solo per contenuto.

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e una legge vincolante, in vigore e direttamente applicabile nei ventisette Stati membri. Non un ordine presidenziale revocabile in una notte, ma un atto del Parlamento europeo e del Consiglio che richiede un altro atto legislativo per essere modificato. La differenza istituzionale e il primo dato da tenere a mente: cio che a Washington si decide e si disfa con una firma, a Bruxelles passa per un iter di codecisione che coinvolge governi e parlamentari eletti.

Il calendario procede per scaglioni. Dal 2 agosto 2025 sono applicabili gli obblighi per i fornitori di modelli di IA per finalita generali, i GPAI: trasparenza sui dati di addestramento, rispetto del diritto d’autore, codici di condotta su sicurezza e copyright. Proprio quel tipo di valutazione preventiva che la bozza americana proponeva su base volontaria, in Europa esiste gia come obbligo di legge per i modelli piu potenti.

Le regole sui sistemi ad alto rischio, quelli usati in ambiti come occupazione, credito o servizi essenziali, prevedono gestione del rischio, governance dei dati, tracciabilita delle operazioni e sorveglianza umana effettiva. L’Italia ha completato il recepimento con la Legge 23 settembre 2025, n. 132, che individua le autorita nazionali competenti e adatta l’ordinamento interno al regolamento europeo.

Il contrasto sembra netto. Washington toglie, Bruxelles impone. Ma la realta degli ultimi mesi e meno lineare di cosi.

Anche l’Europa ha rallentato

Il 7 maggio 2026 il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su modifiche mirate all’AI Act, dentro l’iniziativa della Commissione chiamata Digital Omnibus, avviata a fine 2025.

Il punto piu rilevante riguarda le scadenze.

Gli obblighi per i sistemi ad alto rischio elencati nell’Allegato III, quelli definiti in base all’uso, slittano dal 2 agosto 2026 al 2 dicembre 2027. Sedici mesi di rinvio. Per i sistemi ad alto rischio dell’Allegato I, integrati in prodotti gia regolati come dispositivi medici o ascensori, le scadenze passano dal 2 agosto 2027 al 2 agosto 2028.

L’accordo introduce anche semplificazioni: maggiore flessibilita per le piccole imprese a media capitalizzazione, riduzione degli oneri amministrativi, accesso facilitato agli ambienti di sperimentazione regolamentata, le cosiddette sandbox. Sul fronte opposto vengono rafforzati alcuni poteri dell’AI Office e introdotte nuove tutele su usi specifici. L’adozione formale e attesa prima del 2 agosto 2026, la data in cui le regole sull’alto rischio sarebbero altrimenti scattate.

Il messaggio implicito e che anche l’Europa avverte la pressione competitiva. Le ragioni della velocita, invocate a Washington per cancellare un ordine esecutivo, hanno influito a Bruxelles per posticipare un pezzo di una legge gia approvata. La divergenza tra i due approcci resta, ma e una divergenza di metodo e di tempi, non un muro contro muro tra chi regola e chi non regola affatto. Chi descrive l’Europa come immobile davanti a un’America in movimento ignora che pure Bruxelles ha appena spostato in avanti le proprie lancette.

Cosa cambia per le imprese europee

Per un’impresa italiana o europea la conseguenza pratica e duplice, e a prima vista contraddittoria.

Da un lato il quadro vincolante resta. L’AI Act non e stato abrogato, gli obblighi GPAI sono operativi, le sanzioni esistono. Chi sviluppa o impiega sistemi ad alto rischio ha ottenuto piu tempo, non un’esenzione. Il rinvio al dicembre 2027 va usato per costruire la conformita, non per ignorarla, perche la scadenza prima o poi arriva e la documentazione richiesta, dalla valutazione del rischio alla tracciabilita dei dati, non si improvvisa in poche settimane.

Dall’altro lato c’e una questione di mercato. I modelli costruiti negli Stati Uniti sotto un regime che ora rinuncia perfino ai test volontari arrivano comunque in Europa, dove devono rispettare l’AI Act per essere immessi. La supervisione che Washington ha tolto a casa propria, l’impresa europea che integra quei modelli se la ritrova addosso come responsabilita di filiera. Chi acquista un modello di frontiera americano e lo inserisce in un proprio prodotto destinato al mercato europeo eredita gli obblighi di conformita, non li lascia oltreoceano.

E qui la differenza di approccio diventa un costo, ma anche una leva. Operare dentro un perimetro normativo definito offre prevedibilita: si sa cosa serve, quali documenti, quali controlli, quali responsabilita. La deregulation per decreto americana, soggetta a contenziosi e a possibili ribaltamenti a ogni cambio di amministrazione, offre meno certezze di quante ne prometta. Per chi pianifica investimenti su piu anni, la stabilita di una regola vale piu della sua leggerezza.

AIPIA dedica al tema una guida operativa all’AI Act pensata per tradurre gli obblighi in adempimenti concreti, dalla classificazione del rischio alla documentazione tecnica. Sul versante delle politiche europee, l’associazione segue i lavori dentro la European AI Alliance, il forum della Commissione che raccoglie il contributo degli operatori sulle scelte regolatorie.

Due modelli, una sola corsa

La lettura piu comune contrappone un’America che corre e un’Europa che frena. E una semplificazione comoda.

Washington ha scelto di scommettere sulla velocita assoluta, accettando il rischio di modelli rilasciati senza alcun filtro preventivo. Bruxelles ha scelto la prevedibilita, accettando il costo di tempi piu lunghi e oneri di conformita, salvo poi posticipare le proprie scadenze quando la pressione competitiva si e fatta sentire. Il 21 maggio e il 7 maggio raccontano due risposte diverse alla stessa domanda: quanto rischio vale un mese di vantaggio.

La firma cancellata da Trump non e un ritorno al passato. E la dichiarazione che, almeno per ora, la potenza che produce piu modelli di frontiera ha deciso di non guardarci dentro prima di rilasciarli. Per chi quei modelli li dovra usare, e una scelta che non resta a Washington.

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