Il ministro emiratino per l’AI Omar Al Olama ha aggiornato nel gennaio 2026 il costo del progetto Stargate UAE a oltre 30 miliardi di dollari, contro la stima iniziale di 20 miliardi del 2025.
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ToggleLa prima fase da 200 megawatt sarà operativa nel terzo trimestre 2026, costruita da Khazna Data Centers, sussidiaria di G42. Il cluster complessivo coprirà 19,2 chilometri quadrati ad Abu Dhabi, nove volte la superficie del Principato di Monaco, con capacità totale di 5 gigawatt una volta a regime. È il più grande deployment di infrastruttura AI fuori dagli Stati Uniti, frutto della partnership tra G42, OpenAI, Oracle, NVIDIA, Cisco, SoftBank e con adesione successiva della Corea del Sud.
Numeri e dimensioni: 30 miliardi USD, 19,2 chilometri quadrati, 5 gigawatt
I numeri di Stargate UAE non hanno precedenti in nessun progetto data center fuori dal continente americano. La superficie di 19,2 km² è quella di una città media italiana come Trapani o Como. La capacità di 5 GW equivale al consumo elettrico di una regione come l’Umbria. La densità di calcolo prevista è di 1 GW iniziale, scalabile in cinque step di espansione fino al pieno regime.
Una volta a piena capacità, Stargate UAE potrà servire applicazioni AI per una popolazione potenziale di metà del pianeta entro un raggio di 2.000 miglia, comprendendo Medio Oriente, Africa, Asia centrale, parte dell’Europa orientale e dell’Asia meridionale. L’investimento, inizialmente quantificato in 20 miliardi USD, è cresciuto del 50% in dodici mesi per due ragioni dichiarate dal ministero emiratino: aumento dei costi NVIDIA Grace Blackwell GB300 (i chip di ultima generazione che equipaggeranno il cluster) e revisione al rialzo del numero di server previsti, ora stimati in 1.400 unità con circa 100.000 chip GPU complessivi. La cifra finale di 30 miliardi USD include realizzazione fisica, hardware, software, servizi e prima dotazione operativa.
La prima fase 200 megawatt operativa nel terzo trimestre 2026
La fase iniziale di 200 MW è in costruzione presso il sito di Khazna a Masdar City, alle porte di Abu Dhabi. Khazna Data Centers, controllata G42, gestisce già 25 strutture data center distribuite tra Emirati, Egitto, Francia, Turchia, India e Italia. La fase 200 MW sarà la prima ad essere certificata Tier IV per resilienza operativa secondo lo standard Uptime Institute e la prima al mondo a essere alimentata da un mix energetico ibrido (nucleare per il carico base, solare con storage e gas naturale per la copertura dei picchi).
L’obiettivo del terzo trimestre 2026 è considerato realistico dagli analisti del settore.
La costruzione delle strutture procede dal secondo trimestre 2025, l’installazione dei sistemi NVIDIA è iniziata a marzo 2026, le procedure di test e commissioning si chiuderanno nei mesi estivi. La domanda commerciale è già coperta: OpenAI ha riservato il 60% della capacità della prima fase per il proprio servizio Sora 3 (generazione video) e per le esigenze di training di GPT-6, in sviluppo con scadenza 2027.
Partner del cluster: G42, OpenAI, Oracle, NVIDIA, Cisco, SoftBank
Stargate UAE è un esempio paradigmatico di consorzio multi-stakeholder. G42 è il partner locale e proprietario del sito. OpenAI è cliente principale e advisor tecnico. Oracle fornisce il livello cloud enterprise per i clienti che non vogliono integrare direttamente le API OpenAI. NVIDIA fornisce hardware e supporto ingegneristico per ottimizzazione termica e di alimentazione. Cisco gestisce il networking interno, dalle connessioni intra-cluster ai gateway verso l’esterno. SoftBank ha co-investito attraverso Vision Fund 3 con quota minoritaria stimata al 12% del valore totale.
L’adesione della Corea del Sud, formalizzata a febbraio 2026, ha aggiunto un tassello rilevante. Samsung Electronics e SK Hynix forniranno memoria HBM4 ad alta banda per i sistemi NVIDIA, riducendo la dipendenza esclusiva da fornitori statunitensi. Il governo coreano ha negoziato l’accesso prioritario per le proprie aziende AI nazionali, in particolare per LG AI Research e per il consorzio Naver-Hyundai.
Mix energetico: nucleare, solare, gas naturale
L’aspetto energetico è quello che separa il progetto dai concorrenti statunitensi. Negli USA i grandi data center AI affrontano una crescente opposizione locale per il consumo idrico ed energetico. Stargate UAE risolve il problema alla radice con tre scelte: localizzazione desertica con minima interferenza con popolazioni residenziali, sistema di raffreddamento a circuito chiuso con consumo idrico ridotto del 78% rispetto allo standard di settore, mix energetico che combina la centrale nucleare di Barakah (4 reattori, 5,6 GW operativi dal 2024) con campi solari Masdar e turbine a gas come backup.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere la neutralità carbonica del cluster entro il 2030, target ambizioso ma non irrealistico data la combinazione nucleare + solare. Il prezzo dell’energia per i clienti del cluster è competitivo rispetto a quello di data center europei e statunitensi: 0,07 USD per kWh per i contratti pluriennali, contro 0,12-0,15 USD del benchmark europeo.
La frizione con il Department of Commerce sui chip NVIDIA
Il Department of Commerce statunitense ha messo in pausa l’approvazione del 20% della fornitura NVIDIA inizialmente prevista per G42, sollevando preoccupazioni di sicurezza nazionale legate alla possibilità che chip avanzati possano essere riesportati verso paesi sotto sanzioni. Howard Lutnick, segretario al Commercio nell’amministrazione Trump, ha confermato in una dichiarazione di marzo 2026 che l’implementation plan della partnership USA-UAE è on schedule, ma le procedure di end-use verification sono state rafforzate.
Equilibrio difficile, scelta consapevole.
La frizione mostra il punto di compromesso che la diplomazia statunitense sta cercando: da un lato consolidare la presenza tecnologica USA in UAE per evitare che lo spazio venga occupato da Cina e altri attori, dall’altro mantenere il controllo sull’esportazione di tecnologia AI di frontiera. La soluzione operativa è un compute as a service: le aziende clienti accedono al calcolo Stargate UAE attraverso API e servizi gestiti, senza ottenere proprietà o controllo diretto sui chip fisici.
Cosa significa per le imprese del Sud Europa e dell’Italia
Per le imprese italiane Stargate UAE diventa un’opzione concreta come fornitore regionale di compute AI, alternativa agli hyperscaler statunitensi (AWS, Azure, Google Cloud). I vantaggi sono tre. Geografico: la latenza tra Milano e Abu Dhabi è di circa 90 millisecondi, comparabile o migliore rispetto a connessioni transatlantiche verso data center USA East Coast. Regolatorio: il governo emiratino sta negoziando con la Commissione UE un Adequacy Decision GDPR per facilitare il trasferimento dati dei clienti europei. Economico: i prezzi del compute Stargate UAE sono attesi al 30% sotto la media degli hyperscaler statunitensi nei contratti pluriennali.
L’AIPIA, attraverso il proprio impegno nella Rome Call for AI Ethics e nel progetto AI Next, sta osservando l’evoluzione del polo emiratino con attenzione critica. La disponibilità di compute alternativo è benvenuta, ma porta con sé questioni etiche sulla governance dei dati, sulle condizioni di lavoro nei data center, sulla trasparenza dei contratti tra fornitori AI e clienti finali.
Stargate UAE ridisegna la geografia del calcolo. Per la prima volta dal 1995 esiste fuori dagli Stati Uniti un polo capace di ospitare il training di modelli di frontiera. Le imprese italiane che ne valuteranno l’utilizzo lo faranno con criteri tecnici, fiscali, giuridici. La diplomazia europea farà bene a usare lo stesso rigore.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
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