Strategia

G42 e gli investimenti sovrani in AI: la rete che lega Abu Dhabi a India, Vietnam e Silicon Valley

A margine dell’AI Impact Summit di New Delhi, G42 insieme a MBZUAI, Cerebras e al C-DAC indiano ha annunciato il dispiegamento di un supercomputer da 8 exaflop in India.

Aggiungi AIPIA tra i preferiti su Google

È il maggiore mai installato nel paese e tra i primi cinque al mondo per potenza dedicata all’AI. Solo l’ultimo capitolo di una strategia che la holding tech di Abu Dhabi sta costruendo da tre anni: capitale sovrano emiratino più partnership tecnologiche selettive con USA, Cina e attori regionali, esportazione di Sovereignty Stack come servizio verso paesi terzi. Sotto la guida di Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan e del CEO Peng Xiao, G42 è diventata il principale veicolo di proiezione tecnologica degli Emirati Arabi Uniti.

Chi è G42: Sheikh Tahnoon, Peng Xiao, Khazna

G42 è una holding company tech con sede ad Abu Dhabi, controllata da Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati e fratello del presidente della federazione Sheikh Mohamed bin Zayed. Il CEO Peng Xiao, di origini cinesi naturalizzato emiratino, è alla guida operativa dal 2018. La struttura è articolata in oltre venti sussidiarie operanti in cloud, AI, biotecnologie, mobilità autonoma, energia. La sussidiaria principale per visibilità e ricavi è Khazna Data Centers, primo operatore di colocation del Medio Oriente con 25 strutture distribuite tra Emirati, Egitto, Turchia, Francia, India e Italia.

15,2 miliardi di dollari, in due tranche.

Microsoft ha investito complessivamente 15,2 miliardi di dollari in G42 tra il 2024 e il 2025, di cui parte destinata all’espansione di 200 MW Khazna entro fine 2026. L’accordo prevede integrazione tecnologica profonda: G42 utilizza prodotti Microsoft (Azure, OpenAI tramite Microsoft, Microsoft 365) come stack standard, in cambio Microsoft ottiene accesso al mercato MENA e visibilità nei progetti emiratini di sviluppo nazionale.

India: 8 exaflop e NANDA 87B in collaborazione con C-DAC

L’annuncio del supercomputer indiano del 20 febbraio 2026 è il più importante deal G42 fuori dagli Emirati. La macchina sarà installata in collaborazione con il Centre for Development of Advanced Computing (C-DAC), agenzia di ricerca del Ministero dell’Elettronica e dell’Informatica indiano. Tecnologia: cluster Cerebras CS-3 (chip wafer-scale) con interconnessione NVIDIA Quantum-2 InfiniBand. Sede: campus C-DAC Hyderabad, con espansione prevista a Pune e Bangalore. L’accordo include il rilascio di NANDA 87B, modello linguistico Hindi-English open source da 87 miliardi di parametri, sviluppato congiuntamente da MBZUAI e ricercatori indiani. NANDA è stato pubblicato a dicembre 2025 con licenza Apache 2.0 e benchmark di prestazioni comparabili a Llama 3 70B sui task in lingua hindi. È il primo modello open source di grandi dimensioni interamente addestrato su dataset indiani, supervisionato da un comitato etico congiunto MBZUAI-C-DAC.

La strategia indiana di G42 va oltre il singolo supercomputer. La holding ha aperto uffici a Bangalore e Mumbai, sta reclutando ricercatori indiani per Stargate UAE, finanzia borse di dottorato all’IIT Madras e all’IISc Bangalore. L’India offre talenti tecnici a costi inferiori del 60% rispetto a Silicon Valley e mercato domestico da 1,4 miliardi di consumatori.

Vietnam: il framework con FPT e Viet Thai Group

Il framework agreement con il consorzio FPT più Viet Thai Group, firmato a marzo 2026, prevede consumption commitments fino a 1 miliardo di dollari su tre data center vietnamiti. FPT è il principale gruppo IT del Vietnam con 60.000 dipendenti. Viet Thai Group è la holding industriale che controlla Highlands Coffee e altre attività nel paese.

Stack tecnologico G42, operazioni FPT, capitale Viet Thai.

I tre data center previsti hanno sede a Hanoi, Ho Chi Minh City e Da Nang, con capacità totale di 350 MW. La domanda è guidata principalmente dal settore manifatturiero vietnamita (Samsung, Foxconn, LG hanno fabbriche nel paese) e dalle PMI tech locali. Il Vietnam sta diventando hub regionale alternativo a Singapore per i clienti che vogliono evitare la pressione fiscale e regolatoria della città-stato.

Silicon Valley: il lab MBZUAI a Sunnyvale

Il MBZUAI Silicon Valley Lab, con sede a Sunnyvale in California, ha 40 ricercatori a tempo pieno e una pipeline di assunzioni in espansione. Direttore: Hector Liu, ex Google DeepMind. Il lab attinge dal serbatoio di talenti AI USA che faticano a essere assunti dai big tech statunitensi a causa di bottleneck su green card e visa H-1B, oppure da ricercatori che cercano stipendi superiori al benchmark di settore. MBZUAI offre stipendi competitivi (200.000-450.000 USD base più equity in startup partner) e accesso al compute Stargate UAE per progetti di ricerca. Il lab pubblica regolarmente su NeurIPS, ICML, ICLR. Tra i risultati 2025-2026: contributi alla famiglia di modelli K2 Think, sviluppo di tecniche di fine-tuning per lingue a basse risorse, ricerca su robotica embodied AI in collaborazione con Google DeepMind. La presenza fisica negli USA permette a MBZUAI di partecipare al circuito accademico statunitense alla pari, accedere a venture capital della Bay Area, costruire reti di alumni che torneranno potenzialmente in UAE.

La strategia Sovereignty Stack come servizio

Il pattern che emerge dalle attività G42 in India, Vietnam e Silicon Valley si chiama internamente Sovereignty Stack. È un’offerta integrata che combina tre elementi: stack tecnologico (modelli base Falcon e K2 Think, cloud Khazna, strumenti di sviluppo), capitale di investimento sovrano (MGX, Mubadala, Vision Fund 3 attraverso SoftBank), trasferimento di competenze attraverso partnership accademiche e formative. L’offerta è rivolta a paesi che vogliono sviluppare capacità AI nazionali senza dipendere dai duopoli USA-Cina.

Il modello è particolarmente attraente per economie emergenti del Sud globale (India, Indonesia, Egitto, Marocco, Sudafrica, Brasile) che cercano alternative alla cattura tecnologica statunitense o all’allineamento cinese. G42 si presenta come terza via, con il vantaggio di non avere passato coloniale e di operare in lingua inglese e araba.

Lezione per la Commissione UE e per AIPIA

Tre lezioni operative per la Commissione UE. Prima: la sovranità tecnologica si costruisce con capitale paziente e partnership selettive, non con sussidi a pioggia. Gli Emirati hanno un fondo sovrano (ADIA, Mubadala, MGX) con asset complessivi superiori a 1.500 miliardi di USD. L’UE ha frammentato la propria capacità di investimento in oltre venti istituzioni nazionali. Seconda: serve una governance unica con potere decisionale rapido. G42 risponde a Sheikh Tahnoon e al CEO Peng Xiao, due persone che possono firmare accordi miliardari in settimane. La Commissione ha procedure che richiedono mesi. Terza: la proiezione internazionale è essenziale. G42 esporta presenza tecnologica in India, Vietnam, Silicon Valley. L’UE ha investito poco nella propria proiezione AI fuori dai propri confini.

L’AIPIA, in qualità di membro della European AI Alliance, ha portato al tavolo della Commissione l’osservazione del modello emiratino. Il punto non è imitare G42, impossibile per ragioni strutturali. Il punto è capire che la sovranità AI europea richiede strumenti di scala superiori a quelli attuali. La norma UNI 11621-8 sui profili professionali AI, primo standard europeo del genere, è un tassello importante della costruzione di capacità europea, ma serve molto di più.

Il modello G42 mostra che esiste una via diversa dal duopolio USA-Cina, basata su capitale sovrano e partnership tecnologica selettiva. Funziona perché ha leadership accentrata, capitale paziente, visione di lungo termine. Tre condizioni che, prese insieme, l’UE non ha mai avuto nella sua storia AI. Costruirle richiederà più di un fondo o di una direttiva.

Aggiungi AIPIA tra i preferiti su Google
Iscriviti
🇮🇹Italiano 🇬🇧English 🇪🇸Español