Aggiornamento: il convegno si è tenuto il 18 giugno 2026. Di seguito il programma dell’incontro.
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ToggleIl 18 giugno 2026 il Centro Cultura e Attività Forensi dell’Ordine degli Avvocati di Genova ospita il convegno Gli Ordini professionali: comunicare è dovere sociale. Identità e trasparenza. Rafael Patron, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di AIPIA, interviene con una relazione intitolata Quando l’IA incontra la comunicazione. L’incontro, in programma dalle 12:00 alle 14:30, riunisce avvocati, medici, odontoiatri, giornalisti, commercialisti, architetti, ingegneri e geologi attorno a una domanda che ha smesso di essere teorica: come comunica un ordine professionale quando l’intelligenza artificiale entra nei suoi strumenti quotidiani.
Un tavolo di ordini liguri sulla comunicazione istituzionale
L’introduzione è affidata all’avvocato Stefano Savi, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova, che apre i lavori su quattro fronti: il nuovo sistema di comunicazione degli ordini, l’evoluzione tecnologica, le nuove dotazioni delle sedi e il lavoro quotidiano dell’Ordine. Savi modera anche la tavola rotonda che chiude la mattinata.
La tavola rotonda mette a confronto rappresentanti di altre professioni: Federico Pinacci per i medici chirurghi e gli odontoiatri, Massimo Gaggero per l’Albo degli odontoiatri, Tommaso Fregatti per l’Ordine dei giornalisti della Liguria, Laura Brullo per i dottori commercialisti, Veronica Freccero come responsabile trasparenza per gli architetti, Georgia Cesarone per gli ingegneri, Alessandro Scarpati per i geologi liguri.
La partecipazione vale tre crediti formativi, uno dei quali di deontologia. L’iscrizione passa dalla piattaforma Formasfera ed è obbligatoria.
Quando l’IA incontra la comunicazione: il punto di AIPIA
Il titolo dell’intervento di Rafael Patron mette a fuoco il problema che accomuna le professioni presenti. La comunicazione di un ordine, verso gli iscritti e verso i cittadini, oggi attraversa strumenti che generano testo, immagini e risposte in automatico. Chatbot sui siti istituzionali, assistenti per la redazione dei comunicati, sistemi che producono materiali informativi: l’IA generativa è già dentro i flussi, spesso senza che chi la usa ne abbia mappato i limiti.
Qui la posta in gioco non è l’efficienza. È la responsabilità.
Un ordine professionale risponde della propria comunicazione sul piano deontologico. Quando una parte di quella comunicazione è prodotta o assistita da un modello, restano aperte tre questioni concrete: l’accuratezza di ciò che viene pubblicato, la trasparenza verso chi legge, la titolarità della decisione finale. AIPIA porta in questa discussione il lavoro fatto sui profili professionali dell’intelligenza artificiale e sulle regole che ne governano l’impiego, a partire dalla guida operativa all’AI Act che l’associazione aggiorna periodicamente.
Trasparenza e obblighi: il quadro che pesa sugli ordini
Il tema della trasparenza, richiamato già nel sottotitolo del convegno, non è una preferenza editoriale. Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) introduce obblighi precisi di informazione quando un contenuto è generato o manipolato da sistemi di intelligenza artificiale, con applicazione graduale fino al 2027. La Legge 23 settembre 2025, n. 132 ha recepito l’impianto europeo nell’ordinamento italiano.
Per un ordine professionale questo significa una cosa pratica. Dichiarare, dove serve, che un contenuto è stato prodotto con l’ausilio dell’IA non è cortesia, è adempimento. E si somma agli obblighi deontologici che ogni professione già conosce sulla comunicazione pubblica, dalla pubblicità informativa al dovere di correttezza verso colleghi e cittadini.
La presenza, allo stesso tavolo, di una responsabile trasparenza di un ordine segnala che la questione è entrata nella governance ordinaria delle istituzioni, non più solo nei convegni tecnici.
Perché un’associazione di professionisti IA siede con gli ordini
AIPIA rappresenta i professionisti dell’intelligenza artificiale in Italia. È iscritta nel registro delle associazioni professionali ex Legge 4/2013, è membro della European AI Alliance della Commissione Europea ed è la prima associazione italiana autorizzata a emettere Credenziali Digitali Europee con sigillo elettronico eIDAS.
La differenza con gli ordini presenti a Genova è di natura giuridica. Avvocati, medici, ingegneri e geologi appartengono a professioni regolamentate, con albi e organismi di vigilanza. I professionisti dell’IA operano in una professione non ordinistica, dove AIPIA rilascia credenziali e attestazioni di qualità ex art. 7 Legge 4/2013. Proprio questa diversità rende utile il confronto: gli ordini cercano un interlocutore che conosca la tecnologia dall’interno, l’associazione porta competenza specifica su strumenti che gli ordini stanno adottando senza una mappa condivisa.
Il dialogo tra chi l’IA la pratica come mestiere e chi la sta integrando nella propria comunicazione istituzionale è il contenuto vero di una mattinata come questa.
Un appuntamento locale con una posta nazionale
Genova mette a sedere otto professioni nello stesso pomeriggio per discutere di una cosa che fino a due anni fa sarebbe stata materia da addetti ai lavori. Il fatto che siano gli ordini a convocare il confronto, e non un fornitore di tecnologia, dice qualcosa sul punto di maturazione raggiunto. La comunicazione professionale assistita dall’IA non è più una sperimentazione isolata: è una pratica diffusa che cerca regole, e gli ordini hanno capito che le regole conviene scriverle prima, non dopo il primo errore pubblico.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
