AI per avvocati, commercialisti e consulenti: la guida pratica
Guida della collana AIPIA riservata ai soci: 41 pagine in PDF, nell’area Risorse utili.
Di cosa parla questa guida
Avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e consulenti d’impresa lavorano in modo intensivo su una materia che i modelli generativi maneggiano bene: il testo. Contratti, norme, sentenze, circolari, pareri, comunicazioni ai clienti. Quasi tutto ciò che produce uno studio nasce e muore come documento scritto, ed è per questo che l’AI tocca il centro del lavoro, non i margini.
La guida scarta subito la lettura più diffusa e meno utile, quella della sostituzione. Un modello non firma, non risponde all’Ordine, non assume responsabilità. Quello che cambia è come si distribuisce il tempo dentro lo studio: meno ore sulla materia grezza, ricerca preliminare, lettura di documenti lunghi, prime stesure, e più ore sul ragionamento e sulla relazione con il cliente.
L’altra metà del discorso sono i vincoli. Il segreto professionale non ammette deroghe per comodità, il GDPR si applica anche quando lo strumento è nuovo, e all’estero ci sono già stati professionisti sanzionati per aver depositato in giudizio citazioni di sentenze inesistenti. Le due cose vanno tenute insieme: dove l’AI restituisce tempo, e dove la verifica umana non è delegabile.
La parte finale è di metodo: come scegliere strumenti che offrano garanzie sui dati dei clienti, come scrivere una policy di studio che stia in una pagina, come attrezzare le competenze con una formazione che l’AI Act sta spostando da scelta volontaria a elemento di conformità.
Come è organizzata
Parte I · Perché ora, e come funziona: perché l’AI è già entrata negli studi, spesso dalla porta di servizio, cosa cambia davvero nel lavoro quotidiano, come ragiona un modello generativo e le quattro leve di una richiesta efficace.
Parte II · Casi d’uso per categoria: avvocati (ricerca, atti e contratti, due diligence, contenzioso), commercialisti (norme fiscali, bilanci, circolari ai clienti), consulenti del lavoro (lettere, CCNL, scadenze), consulenti d’impresa, più gli impieghi trasversali a ogni studio.
Parte III · Rischi, responsabilità, conformità: segreto professionale e dati dei clienti, GDPR e scelta del fornitore, allucinazioni e verifica umana, doveri deontologici, AI Act e obblighi del professionista, copertura dei nuovi rischi.
Parte IV · Metodo e avvio: i criteri per scegliere gli strumenti, una policy d’uso per lo studio, competenze e credenziali, un metodo in sei passi, gli errori tipici degli studi che adottano l’AI e un piano per i primi 30 giorni.
Tre idee dalla guida
Le quattro leve, e la quinta che quasi nessuno usa
Una richiesta efficace combina quattro elementi: il ruolo che il modello deve assumere e il contesto in cui lavora, un compito alla volta con il verbo giusto, i vincoli di lunghezza, tono e formato, e uno o due esempi di come vuoi l’output. Negli studi ne pesa una quinta, quasi sempre trascurata: i divieti espliciti. Istruzioni come “non inventare riferimenti normativi” o “non aggiungere informazioni che non ti ho dato” tagliano alla radice gli errori più comuni, perché il modello lasciato libero tende a riempire e ad abbellire. Un buon divieto vale due buone istruzioni.
Anonimizzare senza perdere il caso
La difesa più semplice del segreto professionale è non dare al modello i dati che identificano il cliente, perché quasi mai servono al compito. La guida mostra la sostituzione con un esempio: invece del nome dell’assistito, della sua società e dell’importo esatto dell’avviso ricevuto, si scrive che il cliente è titolare di una piccola società e ha ricevuto un avviso di importo rilevante. La clausola, la lettera o l’inquadramento giuridico non cambiano di una riga. Cambia che, se qualcosa va storto, l’identità del cliente non è mai uscita dallo studio.
Le tre domande prima di usare un output
Verificare non vuol dire rileggere in fretta: vuol dire un passaggio strutturato, sempre lo stesso. Ci sono dati verificabili? Citazioni, articoli, numeri, date e nomi di norme vanno controllati alla fonte ufficiale, perché il modello riproduce alla perfezione la forma di una sentenza anche quando il contenuto non esiste. Il ragionamento sta in piedi? Anche senza errori di citazione la logica può non adattarsi al caso concreto, e questo lo giudica solo il professionista. Manca qualcosa? Il testo sembra completo ma può omettere proprio l’eccezione che conta nel tuo caso.
La guida completa è dei soci
AI per avvocati, commercialisti e consulenti: la guida pratica: 41 pagine in PDF. Fa parte delle 12 guide estese riservate ai soci AIPIA: quella che hai letto qui sopra è l’anteprima. Il contributo associativo comprende tutte le guide riservate, le convenzioni e gli eventi per i soci.
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