Ogni giorno milioni di persone aprono ChatGPT, Claude, Gemini o Perplexity e digitano una domanda. La maggior parte di loro ottiene risposte mediocri, non perché i modelli siano limitati, ma perché non sanno come comunicare con un Large Language Model. La differenza tra un prompt vago e un’istruzione ben costruita può trasformare una risposta generica in un output di qualità professionale.
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ToggleQuesta guida è pensata per chi vuole capire davvero come funziona la comunicazione con l’intelligenza artificiale generativa: dalle basi del prompt engineering alle tecniche avanzate, dal confronto tra i principali modelli fino agli errori più comuni da evitare.
Cos’è il prompt engineering e perché è fondamentale
Il prompt engineering è la disciplina che studia come progettare, strutturare e perfezionare le istruzioni (prompt) che diamo ai modelli linguistici per ottenere risposte accurate, pertinenti e utili. Non si tratta di programmazione nel senso tradizionale: si lavora con il linguaggio naturale, ma applicando principi di chiarezza, struttura e contesto che fanno la differenza tra un risultato mediocre e uno eccellente.
Il concetto chiave è semplice: un LLM non legge nel pensiero. Non indovina cosa vogliamo. Risponde esattamente a quello che gli chiediamo, nel modo in cui glielo chiediamo. Se il prompt è vago, la risposta sarà generica. Se il prompt è preciso, contestualizzato e ben strutturato, l’output sarà nettamente migliore.
I principali LLM a confronto: quale scegliere e quando
Nel 2026 la domanda giusta non è più “qual è la migliore intelligenza artificiale”, ma “quale strumento è migliore per il task che devo svolgere”. Ogni modello ha punti di forza specifici e conoscerli permette di scegliere lo strumento giusto per ogni situazione.
ChatGPT (OpenAI)
ChatGPT rimane il modello più diffuso al mondo, con una quota di mercato che supera il 60% del traffico globale tra i chatbot AI. È il più versatile in assoluto: eccelle nella generazione di contenuti, nella conversazione, nel brainstorming e nella risoluzione di problemi complessi con ragionamento passo-passo. La versione a pagamento offre la possibilità di creare GPT personalizzati, la modalità vocale avanzata e l’accesso al GPT Store con plugin di terze parti. È lo strumento ideale per chi cerca un assistente a tutto tondo: scrittura creativa, strategia, analisi dati, coding, generazione di immagini con DALL-E.
Punti di forza: versatilità estrema, ecosistema di plugin e GPT personalizzati, interfaccia intuitiva, enorme base di tutorial e documentazione disponibile. Limite principale: nelle attività che richiedono citazioni verificabili e riferimenti a fonti, non è il più affidabile della categoria.
Claude (Anthropic)
Claude si è posizionato come riferimento per ragionamento approfondito, analisi di documenti complessi e coding. La famiglia di modelli include Haiku (velocità), Sonnet (equilibrio) e Opus (ragionamento avanzato). Si distingue per la qualità della scrittura, spesso giudicata più naturale e meno “robotica” rispetto ai concorrenti. Eccelle nella gestione di contesti lunghi, nella sintesi di documenti articolati e nelle attività che richiedono precisione e metodo. Con Projects e Artifacts offre un ecosistema di lavoro collaborativo particolarmente adatto ai professionisti.
Punti di forza: qualità della scrittura, ragionamento profondo, gestione contesti lunghi, approccio rigoroso alla sicurezza. Limite principale: ecosistema di integrazioni meno esteso rispetto a ChatGPT e Gemini.
Gemini (Google)
Gemini si integra nativamente con tutto l’ecosistema Google: Docs, Sheets, Slides, Gmail, Maps, YouTube. Per chi lavora già con gli strumenti Google, rappresenta la scelta più naturale. Eccelle nelle attività multimodali (testo, immagini, audio), nella ricerca con accesso a dati in tempo reale e nei workflow condivisi. Gemini offre finestre di contesto molto ampie e capacità multilingue particolarmente sviluppate.
Punti di forza: integrazione nativa con Google Workspace, capacità multimodali avanzate, finestre di contesto ampie. Limite principale: le prestazioni ottimali richiedono di operare all’interno dell’ecosistema Google.
Perplexity
Perplexity non è un chatbot tradizionale ma un motore di ricerca potenziato dall’AI. Ogni risposta viene accompagnata da citazioni verificabili e link alle fonti originali. È lo strumento ideale per la ricerca, la verifica di informazioni e l’accesso a dati aggiornati in tempo reale. Offre anche la possibilità di utilizzare diversi modelli (GPT-4, Claude, altri) per confrontare risultati e arricchire le risposte.
Punti di forza: citazioni verificabili, accesso a dati in tempo reale, possibilità di confrontare più modelli, ideale per ricerca accademica e professionale. Limite principale: meno adatto alla generazione creativa e al lavoro iterativo su contenuti.
Grok (xAI)
Grok è il modello di xAI, la società di Elon Musk. La caratteristica distintiva è l’accesso diretto ai dati in tempo reale dalla piattaforma X (ex Twitter). Per tracking di tendenze, analisi del sentiment, monitoraggio di eventi correnti sui social media, è uno strumento unico. Lo stile delle risposte è colloquiale, a volte sarcastico. Non è la scelta migliore per compiti formali o tecnici strutturati, ma per capire cosa sta succedendo in tempo reale online è molto efficace.
DeepSeek
DeepSeek è il concorrente cinese che ha dimostrato come si possa competere ai massimi livelli con costi drasticamente inferiori. I modelli open-source di DeepSeek permettono il deployment locale senza dipendere da API esterne, un vantaggio significativo per la privacy e il controllo dei dati. Le prestazioni sono competitive con i modelli occidentali in molti benchmark, soprattutto nel coding e nel ragionamento matematico.
L’approccio vincente: combinare più strumenti
La strategia migliore nel 2026 non è scegliere un solo modello ma combinarli: Perplexity per ricerca e dati fattuali, ChatGPT per strutturare e raffinare contenuti, Claude per analisi approfondite e coding, Gemini per workflow integrati con Google. Partire con gli account gratuiti, testare ogni strumento sul proprio flusso di lavoro per una settimana, e solo dopo investire negli abbonamenti che hanno dimostrato valore reale.
Le tecniche fondamentali di prompt engineering
Esistono tecniche consolidate e ben documentate dalla ricerca per migliorare la qualità delle risposte ottenute da qualsiasi LLM. Vediamole nel dettaglio.
Zero-shot prompting
È la tecnica base: si dà un’istruzione diretta al modello senza fornire esempi. Il modello si affida esclusivamente alla conoscenza acquisita durante l’addestramento per interpretare la richiesta e generare una risposta. Funziona bene per compiti semplici e ben definiti: classificazione, traduzione, riassunti, risposte fattuali.
Esempio: “Classifica il seguente testo come positivo, negativo o neutro: ‘Il servizio clienti è stato eccellente ma i tempi di consegna troppo lunghi’.”
Quando usarla: per compiti chiari e diretti dove non serve mostrare al modello il formato atteso. Quando evitarla: per compiti complessi, ambigui o che richiedono un formato molto specifico di output.
One-shot e few-shot prompting
Si forniscono uno o più esempi (da 2 a 5, tipicamente) di input-output desiderato prima di porre la domanda vera e propria. Questo aiuta il modello a comprendere il pattern, il formato e lo stile atteso tramite riconoscimento del pattern. La ricerca dimostra che i benefici maggiori si ottengono tra 1 e 2 esempi, con rendimenti decrescenti oltre i 4-5.
Esempio few-shot per classificazione di email:
“Email: ‘Quando arriva il mio ordine?’ → Categoria: Logistica
Email: ‘Il prodotto è arrivato rotto’ → Categoria: Reclamo
Email: ‘Vorrei sapere se fate sconti per ordini grandi’ → Categoria: Commerciale
Email: ‘Non riesco ad accedere al mio account’ → Categoria: ?”
La qualità degli esempi conta più della quantità. Ogni esempio deve guadagnarsi il suo posto nel prompt: se non risolve un problema specifico che si è osservato nell’output, è token sprecato.
Chain-of-Thought (CoT) prompting
È una delle tecniche più potenti e studiate. Consiste nel chiedere al modello di ragionare passo-passo prima di dare la risposta finale. Questo approccio migliora drasticamente le prestazioni su compiti che richiedono ragionamento aritmetico, logico, di senso comune e simbolico.
La versione più semplice (Zero-shot CoT) richiede solo di aggiungere “Ragioniamo passo-passo” alla fine della domanda. In alternativa, si possono fornire esempi che mostrano il processo di ragionamento (Few-shot CoT), risultando ancora più efficace per problemi complessi.
Esempio: “Sono andato al mercato e ho comprato 10 mele. Ne ho date 2 al vicino e 2 all’idraulico. Poi ne ho comprate altre 5 e ne ho mangiata 1. Quante mele mi restano? Ragioniamo passo-passo.”
Il modello espliciterà ogni passaggio logico prima di dare la risposta, riducendo significativamente gli errori di calcolo e ragionamento.
Role prompting (assegnazione di ruolo)
Si assegna al modello un ruolo o una persona specifica per influenzare lo stile, il livello di dettaglio e la prospettiva della risposta. Questa tecnica è particolarmente utile per ottenere risposte specializzate e contestualizzate.
Esempio: “Sei un avvocato specializzato in diritto del lavoro italiano con 20 anni di esperienza. Un dipendente mi chiede se può rifiutare il trasferimento di sede. Rispondi citando la normativa pertinente.”
Il role prompting funziona meglio quando il ruolo è specifico (non “sei un esperto” ma “sei un neurologo pediatrico”), include il livello di esperienza, e definisce chiaramente il pubblico a cui la risposta è destinata.
Meta prompting
Tecnica avanzata che si concentra sulla struttura e la logica della query piuttosto che su esempi concreti. Invece di mostrare al modello cosa fare, gli si descrive come pensare al problema. È particolarmente efficiente in termini di token e utile quando gli esempi concreti potrebbero introdurre bias.
Esempio: “Per risolvere questo problema, segui questa struttura: Passo 1: Identifica le variabili. Passo 2: Applica la formula pertinente. Passo 3: Verifica il risultato con un controllo incrociato.”
Self-consistency prompting
Tecnica avanzata che migliora l’accuratezza del ragionamento chain-of-thought. Invece di affidarsi a un singolo flusso logico (potenzialmente errato), si generano percorsi di ragionamento multipli e si seleziona la risposta più coerente tra tutti. Particolarmente efficace per problemi aritmetici e di senso comune dove un singolo percorso logico potrebbe non portare alla soluzione corretta.
Prompt chaining (concatenamento)
Consiste nel suddividere un compito complesso in una catena di prompt sequenziali, dove l’output di ogni step diventa l’input del successivo. In ambiente di produzione, una catena a tre step (classifica l’intento → raccogli il contesto → genera la risposta) supera regolarmente un singolo mega-prompt, anche se consuma più token.
Esempio pratico per l’analisi di un report aziendale:
Step 1: “Identifica i 5 temi principali di questo documento.”
Step 2: “Per ciascun tema, estrai i dati quantitativi citati.”
Step 3: “Sulla base dei temi e dei dati, scrivi un executive summary di 300 parole.”
Le regole d’oro per prompt efficaci
1. Essere specifici e espliciti
Il modello non indovina. Invece di “fammi un report”, specificare esattamente cosa si vuole: “Crea un report di 3 sezioni con executive summary, principali risultati e raccomandazioni. Usa elenchi puntati per i risultati e numera le raccomandazioni.” Più il prompt è specifico, meno iterazioni servono per arrivare al risultato desiderato.
2. Fornire contesto adeguato
Ogni informazione di contesto riduce l’ambiguità e migliora la qualità dell’output. Chi è il pubblico di riferimento? Qual è il tono desiderato? Qual è il livello di competenza tecnica presupposto? Quale formato serve? Queste informazioni, inserite nel prompt, fanno la differenza.
3. Specificare il formato di output
Se serve JSON, chiederlo esplicitamente e definire la struttura. Se serve un elenco, indicare il numero di punti. Se serve un testo di una certa lunghezza, specificarla. I modelli moderni rispondono molto bene alle istruzioni esplicite sul formato.
4. Usare vincoli e delimitatori
Aggiungere limiti al prompt aiuta a focalizzare la risposta: “Spiega il machine learning in massimo 100 parole usando solo termini comprensibili a uno studente delle superiori.” I delimitatori (come virgolette, parentesi, trattini) aiutano a separare le istruzioni dal contenuto su cui lavorare.
5. Iterare e perfezionare
Il prompt engineering è un processo iterativo. Raramente il primo prompt è perfetto. Partire da una versione base, analizzare l’output, identificare cosa manca o cosa è impreciso, e affinare. Anche piccole modifiche nella formulazione possono cambiare drasticamente il risultato.
6. Suddividere i compiti complessi
I modelli funzionano meglio con prompt focalizzati: un task alla volta, un bug alla volta, una funzione alla volta. Se si chiede troppo in una volta sola, la probabilità di ottenere un output confuso e incoerente aumenta significativamente. Meglio scomporre il progetto in step incrementali e affrontarli uno per uno.
7. Usare il system prompt con intelligenza
La maggior parte delle API e delle interfacce avanzate permette di definire un system prompt che influenza il comportamento del modello per tutta la conversazione. È lo spazio ideale per definire ruolo, tono, vincoli e istruzioni generali che non cambiano da messaggio a messaggio.
Tecniche avanzate per utenti esperti
Prompt scaffolding
Tecnica di sicurezza e qualità che consiste nell’avvolgere gli input dell’utente in template strutturati con regole, vincoli e logiche di sicurezza. Si dice al modello non solo cosa rispondere, ma come pensare, come rispondere e quando rifiutare richieste inappropriate. È fondamentale nello sviluppo di applicazioni basate su LLM.
Hierarchical prompting
Stratificazione dei prompt per task sequenziali: “Prima riassumi il testo, poi valuta la sua persuasività su una scala da 1 a 10.” Ogni livello della gerarchia costruisce sul risultato del precedente.
Gestione della context window
Ogni modello ha una finestra di contesto limitata (misurata in token). Ottimizzare la lunghezza del prompt per sfruttare al meglio questo spazio è cruciale: le informazioni più importanti vanno all’inizio del prompt, il contenuto ridondante va eliminato, e per conversazioni lunghe è utile ricapitolare periodicamente i punti chiave.
Structured output
Invece di chiedere genericamente “rispondi in JSON”, definire uno schema preciso con campi obbligatori, valori ammessi e regole di validazione. Combinato con chain-of-thought in uno step separato di ragionamento prima dello step di output strutturato, si ottiene sia accuratezza che affidabilità.
Uso dei tag XML
Alcuni modelli (in particolare Claude) rispondono molto bene a prompt strutturati con tag XML per delimitare sezioni diverse dell’istruzione: contesto, esempi, regole, domanda. Questo approccio produce output estremamente coerenti e prevedibili.
Errori comuni da evitare
Prompt troppo vaghi. “Parlami di marketing” produrrà sempre una risposta generica. “Elencami 5 strategie di content marketing per una startup B2B SaaS nel mercato italiano con budget mensile di 2.000 euro” produrrà qualcosa di utile.
Aspettarsi la perfezione al primo tentativo. Il prompt engineering è iterativo per natura. Anche i professionisti più esperti perfezionano i propri prompt attraverso cicli di test e affinamento.
Chiedere troppo in una volta sola. Un prompt che chiede di “creare un business plan completo, con analisi di mercato, piano finanziario, strategia marketing e piano operativo” produrrà quasi certamente un output superficiale. Meglio affrontare ogni sezione separatamente.
Non verificare le informazioni. Gli LLM possono generare informazioni plausibili ma errate (le cosiddette “allucinazioni”). Per dati fattuali, numeri, citazioni e riferimenti normativi, la verifica con fonti indipendenti resta indispensabile.
Ignorare le differenze tra modelli. Un prompt ottimizzato per ChatGPT potrebbe non funzionare altrettanto bene su Claude o Gemini. Ogni modello ha le sue peculiarità nella gestione delle istruzioni, nella formattazione e nelle aree di eccellenza.
Sottovalutare il contesto. I modelli non hanno accesso alla situazione, alle conoscenze pregresse o al contesto implicito dell’utente. Tutto ciò che è necessario per una buona risposta deve essere esplicitato nel prompt.
Prompt engineering per casi d’uso specifici
Scrittura e content creation
Per ottenere testi di qualità, specificare sempre: pubblico target, tono di voce, lunghezza, struttura desiderata e (cruciale) cosa NON fare. Un prompt come “Scrivi un articolo di blog di 800 parole su [tema], tono professionale ma accessibile, destinato a manager non tecnici, con 3 sottotitoli e un paragrafo conclusivo con call-to-action. Evita gergo tecnico e frasi troppo lunghe” produrrà risultati nettamente migliori di “Scrivi un articolo su [tema]”.
Coding e sviluppo
Fornire sempre il contesto del progetto: linguaggio, framework, architettura esistente. Specificare cosa deve fare il codice, ma anche cosa non deve rompere. Suddividere in task incrementali. Dopo ogni blocco di codice generato, testare prima di procedere al successivo. Usare più modelli in parallelo per confrontare approcci diversi allo stesso problema.
Analisi e ricerca
Definire chiaramente l’ambito della ricerca, le fonti preferite, il livello di approfondimento e il formato del deliverable. Per analisi di documenti lunghi, procedere per sezioni e poi chiedere una sintesi complessiva. Per ricerca fattuale con dati aggiornati, usare Perplexity o modelli con accesso web.
Traduzione e localizzazione
Non limitarsi a chiedere “traduci”. Specificare il registro linguistico, il contesto culturale del pubblico target, eventuali terminologie di settore da mantenere e, dove rilevante, la variante linguistica (spagnolo castigliano vs. latinoamericano, portoghese europeo vs. brasiliano).
Il futuro: modelli di ragionamento e agenti AI
Il 2025-2026 ha visto un cambiamento fondamentale nel panorama degli LLM: l’ascesa dei modelli di ragionamento e degli agenti AI. I modelli più recenti incorporano catene di ragionamento automatiche che operano internamente prima di produrre una risposta. Il modo in cui si impartiscono istruzioni a questi modelli è diverso rispetto ai modelli tradizionali: richiedono meno scaffolding esplicito ma beneficiano di istruzioni chiare sugli obiettivi.
Gli agenti AI — sistemi che possono eseguire azioni nel mondo reale tramite tool calling, navigazione web, esecuzione di codice — rappresentano il passo successivo. Il prompt engineering per agenti richiede di definire non solo cosa fare, ma anche i vincoli operativi, i criteri di successo e le condizioni in cui chiedere conferma all’utente prima di procedere.
Il RAG tradizionale (Retrieval-Augmented Generation) sta progressivamente cedendo il passo a soluzioni basate su contesti più lunghi e gestione intelligente della memoria. I modelli stanno diventando più capaci di gestire grandi quantità di informazioni direttamente nel contesto, riducendo la necessità di architetture esterne per il recupero dei documenti.
Un altro trend importante è l’inference-time scaling: dedicare più risorse computazionali alla fase di generazione della risposta (anziché solo alla fase di addestramento) per ottenere output più accurati. In applicazioni dove la precisione conta più della velocità e del costo, questo approccio può fare una differenza sostanziale.
Risorse per approfondire
Per chi vuole continuare ad approfondire il tema, esistono diverse risorse di riferimento: la documentazione ufficiale di ciascun provider (docs.anthropic.com per Claude, platform.openai.com per ChatGPT, ai.google.dev per Gemini), la Prompt Engineering Guide su promptingguide.ai (la prima guida al prompt engineering mai pubblicata online), e le community attive su Discord e Reddit dedicate alla sperimentazione con i vari modelli.
Il consiglio più importante resta uno: sperimentare. Non esiste un singolo prompt perfetto valido per tutti. L’unico modo per trovare il proprio metodo è testare, misurare, iterare. Con ogni conversazione, si impara qualcosa di nuovo su come comunicare efficacemente con queste macchine straordinarie.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
