Lavoro

Block taglia metà dei dipendenti citando l’IA: anatomia di un caso

Il 26 febbraio 2026 Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Block — la società madre di Square, Cash App, Afterpay e Tidal — ha annunciato il taglio di oltre 4.000 dipendenti, riducendo l’organico da oltre 10.000 a poco meno di 6.000 persone. È uno dei tagli più profondi nella storia recente delle aziende S&P 500: una riduzione del 40% della forza lavoro in un colpo solo. Dorsey ha attribuito la decisione agli strumenti di intelligenza artificiale sviluppati internamente — in particolare Goose, il tool AI proprietario di Block — dichiarando che un team significativamente più piccolo, usando gli strumenti AI, può fare di più e meglio. Ha aggiunto una previsione: entro un anno, la maggior parte delle aziende raggiungerà la stessa conclusione e farà scelte strutturali simili. Il titolo Block è salito del 24% nelle ore successive all’annuncio.

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I fatti: cosa è successo e perché

Block ha annunciato i tagli in concomitanza con i risultati del quarto trimestre 2025. I numeri del business sono positivi: profitto lordo di 2,87 miliardi di dollari, in aumento del 24% anno su anno. Cash App ha registrato una crescita del profitto lordo del 33%. Dorsey ha specificato che il taglio non è motivato da difficoltà finanziarie: il business è forte, la base clienti in espansione, la redditività in miglioramento. La decisione è presentata come proattiva, non reattiva — un’anticipazione di un cambiamento strutturale nel modo in cui le aziende operano grazie all’IA.

In un post su X, Dorsey ha spiegato la logica. Ha detto di aver preferito un taglio unico e profondo a una serie di riduzioni graduali, che avrebbero distrutto il morale, la concentrazione e la fiducia di clienti e azionisti. Ha riconosciuto che l’azienda aveva assunto troppo durante il Covid — una scelta aggravata dalla decisione, poi corretta nel 2024, di mantenere due strutture organizzative separate per Square e Cash App anziché una sola. Ha aggiunto la complessità acquisita attraverso l’espansione in lending, banking e buy-now-pay-later come ulteriore fattore di sovradimensionamento.

La CFO di Block, Amrita Ahuja, ha descritto i tagli come un posizionamento per la crescita: l’azienda vede l’opportunità di muoversi più velocemente con team più piccoli e talentuosi che usano l’IA per automatizzare più lavoro. Nella conference call con gli analisti, Dorsey ha detto che qualcosa è cambiato a dicembre 2025: i modelli AI sono diventati un ordine di grandezza più capaci, aprendo la strada a un’applicazione pervasiva in quasi ogni attività dell’azienda. Se ci sono gap nell’uso dell’IA in Block, ha detto, sono gap di applicazione, non di capacità.

Le reazioni: entusiasmo del mercato, scetticismo degli analisti

La reazione del mercato azionario è stata immediata e positiva: il titolo Block è salito fino al 24% dopo l’annuncio, poi si è stabilizzato con un guadagno del 17-18% il giorno successivo. Gli investitori leggono i tagli come un segnale di disciplina operativa e di impegno verso l’efficienza — una narrazione che nel 2025-2026 premia sistematicamente le aziende che annunciano riduzioni legate all’IA. Il meccanismo è lo stesso descritto da Harvard Business Review nel suo articolo di gennaio: il mercato premia il potenziale dell’IA come giustificazione dei tagli, indipendentemente dal fatto che quel potenziale si sia già tradotto in risultati operativi dimostrabili.

Bloomberg ha pubblicato un’analisi a cinque giorni dall’annuncio con un titolo significativo: i tagli di Dorsey suscitano sospetti di AI-washing. L’articolo osserva che Block ha fornito pochi dettagli granulari su come esattamente i suoi strumenti AI rendano superflui ruoli specifici. L’azienda aveva già attraversato round multipli di riduzioni negli anni precedenti, il titolo era sceso del 40% dall’inizio del 2025, e l’organico era quasi triplicato dal 2019 al 2023 per poi continuare a crescere un anno più a lungo dei concorrenti Shopify e Coinbase. La domanda è legittima: i tagli sono realmente guidati dall’IA o l’IA è la giustificazione per una ristrutturazione che sarebbe avvenuta comunque per ragioni finanziarie e organizzative?

Block ha investito nello sviluppo di Goose, un tool AI proprietario costruito internamente per automatizzare processi aziendali — dal customer service alla gestione dei ticket, dall’analisi dei dati alla generazione di report. Dorsey ha dichiarato nella conference call con gli analisti che Goose è già integrato in diverse funzioni e che le sue capacità si espandono settimanalmente. La narrazione è che Goose non è un chatbot generico come ChatGPT ma uno strumento costruito sui processi specifici di Block, addestrato sui dati interni e ottimizzato per i compiti che i dipendenti svolgono quotidianamente. Se questa descrizione corrisponde alla realtà, il vantaggio operativo sarebbe significativo. D’altra parte, la mancanza di metriche pubbliche sull’efficacia di Goose rende la narrazione non verificabile dall’esterno. Block non ha specificato quali ruoli sono stati eliminati perché Goose ne svolge i compiti e quali per ragioni diverse. Un rapporto Forrester pubblicato a febbraio 2026 ha osservato che molti dei tagli attribuiti all’IA nelle aziende tech sono in realtà guidati da ragioni finanziarie tradizionali — ristrutturazione post-pandemia, contenimento dei costi, semplificazione organizzativa — rivestiti di una narrazione tecnologica che piace agli investitori.

Marc Benioff di Salesforce, intervenendo sulla questione, ha detto di non vedere i licenziamenti di massa dei colletti bianchi di cui si parla. Ha aggiunto che Block “ha le sue questioni specifiche” — un riferimento diplomatico alle difficoltà strategiche dell’azienda che precedono l’adozione dell’IA. Salesforce stessa aveva tagliato circa mille posizioni nelle settimane precedenti, senza attribuirle esplicitamente all’IA. Il contrasto tra le dichiarazioni pubbliche dei CEO e le azioni delle loro aziende aggiunge rumore a un dibattito già confuso.

Il caso Block nel contesto del dibattito AI e lavoro

Il caso Block si inserisce nel dibattito più ampio descritto dall’articolo di Harvard Business Review del 29 gennaio 2026. Le aziende tagliano citando l’IA, ma il nesso causale tra l’adozione di strumenti AI e l’eliminazione di ruoli specifici è spesso tenue, indiretto o non documentato. Dorsey è stato più esplicito di molti altri CEO nel legare i tagli all’IA, usando un linguaggio quasi filosofico: l’IA cambia il significato stesso di costruire e gestire un’azienda. Ma il linguaggio forte non equivale a una dimostrazione operativa.

I dipendenti licenziati riceveranno 20 settimane di stipendio più una settimana per anno di anzianità, equity vested fino alla fine di maggio 2026, sei mesi di copertura sanitaria e 5.000 dollari per la transizione. Le condizioni del pacchetto di uscita sono più generose della media del settore tech — un aspetto che Dorsey ha enfatizzato nella comunicazione. Il messaggio implicito è: vi stiamo mandando via per ragioni strutturali, non per negligenza o crisi, e vi trattiamo bene.

Il Citrini Research report, diventato virale nella stessa settimana, aveva descritto uno scenario in cui gli agenti AI autonomi reroute i pagamenti dai circuiti tradizionali ai binari delle stablecoin, minacciando direttamente il modello di business di aziende come Block. Se lo scenario si realizzasse, i tagli di Dorsey apparirebbero non solo giustificati ma insufficienti. Se non si realizza, apparirebbero come un AI-washing ben confezionato. La verità, probabilmente, sta nel mezzo: un’azienda che aveva bisogno di ristrutturarsi comunque e che ha trovato nell’IA la narrazione più convincente per farlo in modo rapido e premiato dal mercato.

Le implicazioni per le imprese italiane

Il caso Block è lontano dalla realtà della maggior parte delle imprese italiane — per dimensione, settore e contesto normativo. Il diritto del lavoro italiano non consentirebbe un taglio del 40% dell’organico in un giorno con le stesse modalità: il sistema di relazioni industriali, la consultazione sindacale obbligatoria, la procedura per il licenziamento collettivo prevista dalla legge 223/1991 e i vincoli al recesso individuale rendono i processi più graduali, più costosi e più soggetti a controllo giudiziario. Un’azienda italiana con più di quindici dipendenti che intende licenziare più di cinque lavoratori in 120 giorni deve avviare una procedura di consultazione sindacale che può durare settimane, deve dimostrare le ragioni oggettive della riduzione e deve applicare criteri di scelta tra i lavoratori da licenziare che tengano conto dell’anzianità, dei carichi familiari e delle esigenze produttive. Il che, dal punto di vista della stabilità occupazionale, è una tutela reale; dal punto di vista della velocità di ristrutturazione, è un vincolo che rallenta l’adattamento.

Un ulteriore elemento di differenza riguarda la reazione del mercato finanziario. In Italia, dove molte imprese sono a proprietà familiare o non quotate, la pressione degli investitori a tagliare per mostrare “efficienza AI” è meno diretta che negli Stati Uniti. Il meccanismo che premia Block con un +24% in Borsa dopo l’annuncio dei tagli — e che incentiva altri CEO a imitare la strategia — non si applica con la stessa forza nel tessuto produttivo italiano. Questo potrebbe proteggere le imprese italiane dalla tentazione dell’AI-washing, ma potrebbe anche ritardare ristrutturazioni che, in alcuni casi, sarebbero giustificate da ragioni operative reali.

Il segnale rilevante per l’Italia non è il singolo caso Block ma la tendenza che rappresenta: aziende che usano l’IA come leva — retorica o reale — per ridisegnare le proprie organizzazioni con team più piccoli. Se Dorsey ha ragione — se entro un anno la maggior parte delle aziende farà scelte simili — le imprese italiane si troveranno sotto la stessa pressione competitiva. La differenza è che in Italia il processo sarà più lento, più regolamentato e meno traumatico nel singolo caso, ma altrettanto pervasivo nel medio periodo.

Per i professionisti italiani dell’IA, il caso Block è un esempio da analizzare criticamente — non da emulare né da liquidare. La domanda giusta non è se Dorsey abbia fatto bene o male, ma cosa succederebbe se un’azienda italiana di dimensioni analoghe — una banca, un’assicurazione, un gruppo industriale — annunciasse una ristrutturazione del 40% citando l’IA. Quali tutele scatterebbero? Quali obblighi normativi? Quali opportunità di riqualificazione? E chi sarebbe in grado di accompagnare l’azienda e i lavoratori in questo processo? La risposta a queste domande è il terreno su cui i professionisti dell’IA in Italia possono costruire valore: non vendendo la tecnologia ma gestendo la transizione che la tecnologia produce. La consulenza sulla ristrutturazione AI-driven — dall’analisi dell’esposizione alla progettazione dei nuovi ruoli, dalla formazione del personale alla gestione della comunicazione interna — è un servizio che il mercato italiano chiederà con urgenza crescente nei prossimi mesi. Il caso Block è l’anteprima di un film che, in Italia, non è ancora iniziato ma di cui si intravedono i titoli di testa.

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