Un piano triennale, quattro pilastri d’intervento, oltre due miliardi di euro tra PNRR, fondi strutturali e co-finanziamenti regionali: così il Governo italiano, in raccordo con AgID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale, ha ridefinito la Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026. Nel documento ufficiale – pubblicato a luglio 2024 e aggiornato a febbraio 2025 dopo l’approvazione dell’AI Act – l’esecutivo chiarisce obiettivi, interventi prioritari e linee di finanziamento. L’orizzonte è duplice: rafforzare la competitività delle imprese e garantire che l’AI sia inclusiva, etica e sostenibile. In questo scenario, i professionisti iscritti ad AIPIA possono rivestire un ruolo decisivo, intercettando bandi, consorzi di ricerca e commesse pubbliche. Vediamo in dettaglio come.
Indice dei contenuti
Toggle1. I quattro pilastri della strategia: ricerca, impresa, PA, formazione
Il piano parte da un assunto semplice: “l’AI non è un settore isolato, ma un layer trasversale che permea tutti gli ecosistemi industriali e socioculturali”. Perciò il Governo ha articolato la strategia su quattro pilastri fortemente interconnessi.
1.1 Ricerca scientifica e trasferimento tecnologico
Sono previsti 600 milioni di euro per potenziare centri di eccellenza, dottorati industriali e living-lab multi-disciplinari. L’idea è creare “catene del valore” che dal laboratorio arrivino al mercato in tempi rapidi. Viene rifinanziato il Programma Nazionale Ricerca AI (PNR-AI) con voucher per joint-lab tra università, PMI e grandi gruppi.
1.2 Impresa e competitività
Alle aziende – soprattutto PMI – sono destinati strumenti agevolativi: credito d’imposta maggiorato per spese in R&S in AI (+5 %), voucher “AI Ready” da 40 000 € per consulenze specialistiche e una nuova Sandbox regolamentare in cui testare algoritmi ad alto rischio sotto tutela dell’Autorità nazionale. Obiettivo: avere almeno 10 000 imprese che adottano soluzioni AI entro il 2026.
1.3 Pubblica amministrazione e servizi ai cittadini
Un capitolo specifico è dedicato alla PA digitale, con 450 milioni di euro per progetti di AI for Public Good. Si va dall’automazione dei processi interni (pagamenti, procurement, archivi) a chatbot multilingua per l’accesso ai servizi e reti neurali per l’analisi predittiva delle frodi. È il filone che aprirà più gare d’appalto in assoluto, orchestrato da Consip e dalle centrali regionali.
1.4 Formazione e cultura dell’AI
Senza competenze adeguate la strategia non regge. Ecco perché 250 milioni finanziano programmi di AI Literacy nelle scuole, corsi executive per manager e percorsi di riqualificazione per i lavoratori. Entro il 2026 si punta a formare 500 000 persone tra studenti, dipendenti pubblici e addetti del settore privato. Per i professionisti AIPIA è uno spazio naturale: docenze, materiali didattici, mentorship.
2. Dove sono i soldi: mappa dei fondi e bandi rilevanti
Il piano triennale poggia su quattro canali di finanziamento principali: PNRR, fondi coesione 2021-2027, risorse MIMIT e PNR-AI. Sommando gli stanziamenti, si sfiorano i 2,3 miliardi di euro. Ma come attingervi?
Bandi PNRR “NextGenerationEU” – Finanziamenti a fondo perduto fino all’80 % per progetti di AI applicata a healthcare, manifatturiero e agritech. La prossima call (Q4-2025) stanzia 120 milioni e privilegia consorzi con almeno una PMI e un’università italiana.
Voucher PMI “AI Ready” – Gestiti da Invitalia, coprono consulenze, audit di maturità tecnologica e proof-of-concept. Taglio massimo 40 000 €, con erogazione a sportello fino a esaurimento.
Fondo Nazionale Innovazione – Vertical AI – 300 milioni in equity e quasi-equity per startup deep-tech early stage. Le proposte passano da CDP Venture Capital, che co-investe con fondi privati.
FSC e POR regionali – Regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte hanno già aperto bandi “AI & Big Data” che finanziano progetti pilota aziendali fino al 50 % della spesa. Ogni regione pubblica le call sul portale “OpenCoesione”.
3. Il ruolo di AIPIA come nodo di interconnessione
AIPIA nasce proprio per fare da ponte tra talenti, imprese e istituzioni. In un panorama di bandi complessi, l’associazione offre:
- Sportello Finanziamenti: newsletter mensile con alert sulle nuove call, scadenze e tabelle comparative dei requisiti.
- Match-making: piattaforma che incrocia competenze dei soci con le esigenze progettuali di imprese e centri di ricerca; in 24 ore un data scientist può parlare con un’azienda che prepara il grant.
- Mentoring bandi UE: percorsi di stesura proposal (ERC, EIC Pathfinder, Horizon) con revisioni peer-to-peer e feedback del Comitato Scientifico.
*L’esperienza internazionale di AIPIA* permette di evitare errori formali nelle domande di finanziamento e di consolidare partenariati multi-attore credibili.
4. Casi d’uso: tre settori che beneficeranno subito della strategia
4.1 Sanità digitale e predictive health
I progetti di AI per la diagnosi precoce (radiomica, genomica) e la pianificazione di terapie personalizzate godono di corsie preferenziali. L’Italian Cancer Institute e le reti IRCCS cercano data scientist esperti di modelli generativi multimodali: un oceano blu per consulenti e startup.
4.2 Manifattura intelligente e robotica collaborativa
L’obiettivo è raddoppiare entro il 2026 il numero di impianti industriali che adottano AI per manutenzione predittiva e controllo qualità in linea. Competenza chiave: machine vision explainable. Il cluster Fabbrica Intelligente finanzia prototipi (TRL 5-7) fino a 10 M €.
4.3 Turismo culturale e creative industry
Il ministero della Cultura lancia i Living-Lab Heritage AI per digital twin di musei e siti UNESCO. Architetti di dati, esperti di VR/AR e storyteller AI troveranno bandi ad hoc (10 M € nel 2025) per prototipi di fruizione immersiva.
5. Come prepararsi: checklist per professionisti e imprese
Per trasformare la strategia in opportunità tangibili servono due ingredienti: readiness progettuale e network. Ecco una checklist operativa.
- Mappare le competenze: redigere un inventario dei profili chiave (data scientist, PM, ethicist) e delle tecnologie disponibili (dataset, GPU, sandbox cloud).
- Identificare i pillar di interesse: non inseguire tutto. Se la propria expertise è NLP, puntare su call che premiano linguistica computazionale e servizi di cittadinanza digitale.
- Costruire consorzi credibili: partner accademici + PMI + end-user. AIPIA può facilitare l’aggancio con università e centri di competenza.
- Preparare concept-note: uno schema di due pagine con problema, TRL, stima costi e impatto. Serve per “prenotare” lo slot nei bandi first-come first-served.
- Formazione continua: anticipare l’obbligo di AI Literacy mettendo in agenda corsi su fairness, explainability e normativa. Tra giugno e novembre 2025 AIPIA propone 8 boot-camp verticali.
6. Il futuro oltre il 2026: verso una filiera AI Made in Italy
Il piano triennale è un seed fund di lungo periodo. Nelle intenzioni del Governo, gli ecosistemi creati in questi tre anni dovranno diventare una “filiera AI Made in Italy” autosostenibile: università che brevettano, startup che scalano, imprese che riqualificano personale e PA che diventa datadriven. Il ponte con il nuovo quadro europeo – AI Act, Data Act, Chips Act – garantirà normative chiare e mercati interoperabili.
Non cogliere ora questi incentivi significa rischiare di trovarsi fuori mercato nel giro di due cicli tecnologici. Ecco perché AIPIA vede la strategia come momento decisivo per consolidare la posizione dell’Italia e dei suoi professionisti sulla mappa mondiale dell’Intelligenza Artificiale.
Partecipa
Cresci con la strategia nazionale
Hai un progetto AI e cerchi partner, fondi o mentor? AIPIA ti collega alle call giuste, ti affianca nella stesura dei proposal e ti offre un network che trasforma le idee in risultati. Entra nella nostra community e fai decollare il tuo progetto con la strategia AI 2024-2026!
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
























