Al 5 ottobre 2026 Microsoft vende Copilot Studio, la sua piattaforma per creare agenti di intelligenza artificiale, in pacchetti da 25.000 Copilot Credits a 200 dollari al mese, oppure a consumo tramite un abbonamento Azure. I crediti hanno sostituito i “messaggi” come unità di misura dal 1° settembre 2025, e da allora il costo di un agente dipende da quanto lavoro svolge, non da quante domande riceve. È uno dei motivi per cui le aziende faticano a capire se Copilot Studio fa al caso loro. Questa guida spiega cos’è, con quali mattoni si costruisce un agente, da dove prende le informazioni, quanto costa e come si governa.
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ToggleDocumentazione e listino verificati sulle pagine ufficiali Microsoft il 5 ottobre 2026.
Cos’è Copilot Studio
Microsoft lo definisce uno studio grafico low-code per creare e gestire agenti e flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale. Tradotto: un ambiente web, raggiungibile da copilotstudio.microsoft.com, in cui si progetta un assistente su misura per l’organizzazione, lo si collega ai dati e ai sistemi aziendali e lo si pubblica dove le persone già lavorano, come Microsoft Teams, Microsoft Copilot, un sito web o un’app.
Non serve saper programmare per le cose semplici. Serve per quelle complesse.
La documentazione insiste su questo doppio registro: chi non ha competenze tecniche può costruire agenti utili descrivendoli a parole, mentre gli sviluppatori trovano connettori personalizzati e logiche avanzate. La creazione a partire da una descrizione in linguaggio naturale, in cui si spiega l’obiettivo e Copilot Studio propone la combinazione di agenti e flussi necessaria, è ancora in anteprima. Anche la creazione di app dentro lo studio è in anteprima. Copilot Studio, va detto subito, non è il Copilot che si usa per scrivere una mail: è lo strumento con cui un’organizzazione costruisce i propri assistenti, che poi gli utenti usano dentro Copilot o altrove. La differenza con gli altri prodotti dallo stesso nome è il punto di partenza di qualunque valutazione.
Agenti, workflow e motori: i mattoni
I mattoni sono tre.
Gli agenti sono assistenti che conversano e completano compiti: seguono le istruzioni ricevute, attingono alle fonti di conoscenza collegate e usano strumenti per agire, decidendo il passo successivo in base al contesto. Possono lavorare in più lingue, con dipendenti e clienti. Alcuni possono ricevere un proprio account per svolgere compiti in modo proattivo, per esempio coordinare l’inserimento di un nuovo dipendente. I workflow sono automazioni costruite con un editor visuale a trascinamento, in cui ogni passaggio può combinare logica, strumenti e agenti, con controlli di revisione umana. Gli agent flow sono il formato di flusso consolidato, simile a Power Automate, utilizzabile da solo o come strumento a disposizione di un agente.
Sotto ogni costruzione gira un motore, che Microsoft chiama harness. Lo standard harness è pensato per agenti a regole e conversazioni strutturate e ripetibili: l’agente riconosce la richiesta e la associa a un argomento progettato in anticipo, con domande, passaggi e condizioni. Il GitHub Copilot harness serve per lavori che richiedono ragionamento e più passaggi: l’agente interpreta la richiesta, sceglie gli strumenti e procede senza che ogni percorso sia scritto prima. Il Copilot chat harness estende Microsoft Copilot Chat con la conoscenza dell’azienda. La scelta del motore non è neutra, perché cambia anche il modo in cui l’uso viene fatturato.
Chi vuole prima capire la logica di un agente, indipendentemente dallo strumento, trova nella guida AIPIA per costruire il primo agente AI un’introduzione pratica.
Da dove l’agente prende le risposte
Un agente vale quanto le fonti a cui attinge. Copilot Studio ammette siti web pubblici (fino a 25 in modalità generativa, cercati tramite Bing), documenti caricati, siti SharePoint, tabelle Dataverse e dati aziendali indicizzati attraverso connettori. La pagina italiana del prodotto parla di oltre 1.400 connettori esterni e del supporto ai server MCP, il protocollo che permette ai modelli di dialogare con strumenti esterni.
Un dettaglio tecnico ha conseguenze organizzative rilevanti. Per SharePoint, Dataverse e connettori aziendali l’agente usa l’autenticazione dell’utente che pone la domanda: mostra solo i contenuti a cui quella persona ha già accesso. Se i permessi delle cartelle aziendali sono disordinati, l’agente renderà visibile quel disordine.
Per i siti web, invece, l’organizzazione deve confermare di possedere quelli che Bing cercherà.
Quanto costa Copilot Studio
La valuta comune sono i Copilot Credits, che misurano il tempo e lo sforzo necessari all’agente per recuperare informazioni, rispondere e compiere azioni. Quanti crediti consuma una singola risposta dipende dalla complessità del compito. Microsoft offre uno strumento di stima pubblico, e prima di qualsiasi acquisto conviene usarlo.
Le strade per acquistarli sono tre. La prima è il pacchetto prepagato per l’intera organizzazione: 25.000 crediti a 200 dollari al mese secondo il listino Microsoft statunitense. La pagina italiana non espone il prezzo in euro del pacchetto. La seconda è il consumo a fine mese tramite Azure, senza impegno iniziale, con le stesse funzioni del pacchetto. La terza è un piano di pre-acquisto annuale che, secondo Microsoft, permette di risparmiare fino al 20%. I crediti inutilizzati non passano al mese successivo, e se si supera la capacità acquistata il servizio può essere negato.
La pagina italiana mostra anche un credito di 173,30 euro per chi apre un account Azure gratuito: è una promozione di Azure, non il prezzo di Copilot Studio, e alcune guide in rete li confondono.
Poi c’è il caso di chi ha già la licenza Microsoft 365 Copilot (26 euro per utente al mese con pagamento annuale, IVA esclusa, nel listino italiano). Per questi utenti l’uso di agenti pubblicati in Copilot Chat, Teams e SharePoint per risposte e ricerche sui dati aziendali non consuma crediti, e la licenza include l’accesso allo standard harness per creare agenti interni. Gli agenti per canali esterni (siti, app, social) e quelli autonomi richiedono invece il consumo a pagamento e un abbonamento Azure.
Per provare esiste una licenza di prova individuale: permette di creare agenti e testarli, ma non di pubblicarli. La licenza utente per chi costruisce agenti è gratuita, ma presuppone che l’organizzazione abbia già un pacchetto di crediti.
Governance: chi controlla gli agenti
Un agente che legge documenti interni e compie azioni su altri sistemi è, a tutti gli effetti, un nuovo utente dell’infrastruttura aziendale. Microsoft mette a disposizione degli amministratori un insieme di controlli che vale la pena conoscere prima di aprire lo strumento a tutti. Le politiche sui dati del Power Platform admin center decidono quali fonti di conoscenza, connettori, richieste HTTP, canali di pubblicazione e attivatori automatici sono ammessi. Gli ambienti di Power Platform, con le regole di instradamento, permettono di tenere separati progetti e gruppi di lavoro. I registri di audit finiscono in Microsoft Purview e possono generare avvisi in Microsoft Sentinel. Le etichette di riservatezza dei documenti SharePoint compaiono nelle risposte. Per la spesa a consumo si possono fissare tetti mensili. Microsoft Agent 365 aggiunge un inventario centralizzato degli agenti e dei loro responsabili.
Gli strumenti non bastano senza regole su chi può creare cosa. AIPIA tratta il tema nella guida su governance dell’AI, ruoli e responsabilità.
C’è poi la responsabilità. La documentazione di Copilot Studio precisa che ogni agente creato è un prodotto o servizio di chi lo crea, distinto dallo strumento Microsoft. Se un agente risponde ai clienti, l’azienda risponde di quello che dice. Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) prevede inoltre obblighi di trasparenza per i sistemi che interagiscono direttamente con le persone, che devono sapere di parlare con un’intelligenza artificiale: AIPIA li riassume nella sua guida operativa all’AI Act.
Un esempio illustrativo: l’agente per le domande al personale
Lo scenario che segue è costruito a scopo esplicativo e non descrive un’azienda reale. Una PMI di 80 dipendenti riceve ogni settimana decine di domande ripetitive all’ufficio del personale: ferie, rimborsi, orari, procedure. I regolamenti interni stanno in una cartella SharePoint.
Con Copilot Studio l’ufficio può creare un agente con lo standard harness, collegarlo a quella cartella come fonte di conoscenza e pubblicarlo in un canale Teams. Grazie all’autenticazione dell’utente, ogni dipendente vede solo i documenti che può già aprire. Prima della pubblicazione l’agente si prova con una serie di domande di test e con gli strumenti di valutazione dello studio. Sul costo, la variabile decisiva è la licenza: se i dipendenti che lo usano hanno Microsoft 365 Copilot, le risposte basate sui documenti non consumano crediti; se non ce l’hanno, l’uso va stimato in crediti e pagato a pacchetto o a consumo. In entrambi i casi qualcuno deve restare responsabile dell’aggiornamento dei documenti, perché l’agente risponderà con i regolamenti che trova, anche se superati.
Quando serve, e quando basta meno
Copilot Studio ha senso quando un’organizzazione ha una domanda ricorrente, una fonte di conoscenza ordinata e qualcuno in grado di mantenere l’agente nel tempo. Non serve per chi vuole solo usare l’intelligenza artificiale per scrivere, riassumere o cercare: per questo Microsoft Copilot Chat, incluso nelle licenze Microsoft 365 idonee, è spesso sufficiente. E non è la risposta automatica quando il problema richiede più agenti coordinati, con ruoli e permessi distinti, tema che AIPIA ha affrontato spiegando come si costruisce un sistema multi-agente.
Per i team che vogliono partire con le competenze giuste, AIPIA organizza formazione aziendale sull’intelligenza artificiale per team e PA.
Il vero costo di un agente non è il pacchetto di crediti. È la manutenzione della conoscenza su cui si appoggia: un agente costruito su documenti vecchi risponde con sicurezza e sbaglia con metodo.
Domande frequenti
Copilot Studio è gratis?
No, salvo la prova individuale, che consente di creare e testare agenti ma non di pubblicarli. L’uso si paga in Copilot Credits, a pacchetti o a consumo. Chi ha la licenza Microsoft 365 Copilot può usare senza costi aggiuntivi gli agenti pubblicati in Copilot, Teams e SharePoint per risposte basate sui dati aziendali.
Quanto costa Copilot Studio?
Secondo il listino Microsoft statunitense, al 5 ottobre 2026, un pacchetto da 25.000 Copilot Credits costa 200 dollari al mese. In alternativa si paga a consumo tramite Azure o con un pre-acquisto annuale scontato fino al 20%. Il prezzo in euro del pacchetto non è esposto sulla pagina italiana.
Serve saper programmare per usare Copilot Studio?
Per agenti semplici no: lo studio è low-code e consente di descrivere l’agente a parole. Per integrazioni con sistemi aziendali, connettori personalizzati e logiche complesse servono competenze tecniche.
Che differenza c’è tra Copilot Studio e Microsoft 365 Copilot?
Microsoft 365 Copilot è l’assistente a licenza che si usa dentro Word, Outlook, Teams e le altre app. Copilot Studio è lo strumento con cui l’organizzazione crea agenti su misura, che possono essere pubblicati anche dentro Microsoft 365 Copilot.
Dove si possono pubblicare gli agenti?
In Microsoft Teams, in Microsoft Copilot, su siti web, app mobili e altri canali. Gli agenti per canali esterni richiedono il pagamento a consumo e un abbonamento Azure.
Fonti
- Microsoft Learn, Copilot Studio overview (consultata il 5 ottobre 2026)
- Microsoft Learn, Licensing for agents powered by the standard harness (consultata il 5 ottobre 2026)
- Microsoft, Copilot Studio: pricing e FAQ (listino USA, consultata il 5 ottobre 2026)
- Microsoft Italia, Copilot Studio (consultata il 5 ottobre 2026)
- Microsoft Learn, Knowledge sources summary (consultata il 5 ottobre 2026)
- Microsoft Learn, Security and governance in Copilot Studio (consultata il 5 ottobre 2026)
- Microsoft Italia, Microsoft 365 Copilot per le aziende (consultata il 5 ottobre 2026)
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
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