Normativa AI

IA nella PA: perché la Legge 132 e l’AI Act rendono il tema urgente

Per gli enti pubblici la formazione sull’intelligenza artificiale non è più una scelta: è un obbligo già in vigore. Lo dicono due norme, una europea e una italiana, e insieme spiegano perché il tema è entrato nelle agende di comuni, regioni e amministrazioni centrali.

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L’articolo 4 dell’AI Act, in vigore dal 2 febbraio 2025

Il Regolamento UE 2024/1689, l’AI Act, dedica l’articolo 4 all’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale. Dal 2 febbraio 2025 fornitori e utilizzatori professionali devono garantire un livello sufficiente di competenza al personale che sviluppa o usa sistemi di AI.

La disposizione riguarda anche gli enti pubblici che usano questi sistemi nei propri servizi. Non impone certificazioni: impone di sapere che cosa il personale sa fare, e di poterlo documentare.

La Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025

La Legge 23 settembre 2025, n. 132 è la cornice italiana sull’intelligenza artificiale. Indica AgID e ACN come autorità nazionali e prevede formazione continua per dirigenti e dipendenti pubblici.

Messe insieme, le due norme disegnano un obbligo a doppio strato: alfabetizzazione per chi usa i sistemi, competenza qualificata per chi li governa.

Il vocabolario per rispondere: i profili UNI 11621-8

Sapere di dover formare il personale non dice ancora su che cosa. Qui entra la norma UNI 11621-8:2026, che definisce 12 profili professionali per l’intelligenza artificiale. Le Linee Guida sull’AI nella Pubblica Amministrazione sono richiamate espressamente nel profilo AI Consultant: la norma è stata scritta tenendo dentro il contesto pubblico.

Per un ente i profili che contano davvero sono i 3 di governance: Chief AI Officer, AI Consultant e AI Product Manager. La scheda dell’AI Consultant descrive per esempio il ruolo che valuta casi d’uso, rischi e conformità.

Chi, dentro un ente, ha già i requisiti

Più persone di quante ci si aspetti. L’esperienza richiesta per l’accesso alla certificazione UNI 11621-8 è in ambito ICT e comprende transizione digitale, protezione dei dati e gestione di progetti digitali. Un Responsabile per la transizione digitale o un referente privacy con anni di progetti alle spalle, sul requisito di esperienza, ci sono già.

Il titolo di studio minimo è EQF 3 e una laurea di qualsiasi disciplina, comprese quelle giuridiche e umanistiche diffuse nella PA, riduce del 50% gli anni richiesti.

Da dove cominciare

  • Mappare chi usa e chi governa i sistemi di intelligenza artificiale nell’ente.
  • Coprire l’alfabetizzazione di base del personale, come chiede l’articolo 4.
  • Portare i ruoli di governo verso i profili della norma, a partire dalla formazione specifica.

Il quadro dedicato agli enti, con gli obblighi e i profili utili, è nella pagina UNI 11621-8 nella Pubblica Amministrazione. Il percorso di certificazione, dai requisiti all’esame, è nella guida completa alla certificazione dei profili AI.

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