Tecnologia

Claude Design ora è anche gratis: prototipi, slide e grafiche in chat

di Redazione AIPIA ·

Claude Design ora lavora dentro qualsiasi conversazione con Claude, anche con l’account gratuito: descrivi una schermata, un deck o una grafica e ottieni subito una prima versione da ritoccare. Se finora hai rimandato perché serviva un abbonamento o un designer, il motivo per aspettare è sparito.

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Anthropic ha annunciato l’8 ottobre 2026 che Docs, Slides e Design sono usciti dalla beta e sono disponibili su ogni piano, Free compreso. In questa guida trovi cosa fa davvero lo strumento, come chiedergli un prototipo cliccabile o una presentazione, quali formati esporta e cosa succede alla vecchia versione separata.

Cos’è Claude Design e cosa è cambiato in autunno

Claude Design è un prodotto di Anthropic Labs e al lancio di aprile girava su Claude Opus 4.7, il modello che l’azienda presentava come il più capace nella visione. Serve a produrre lavoro visivo parlando con Claude: prototipi interattivi, mockup, one-pager, landing page, materiali per campagne e contenuti per i social.

Il funzionamento è semplice da descrivere. Scrivi cosa ti serve, Claude genera una prima versione su un canvas accanto alla chat, e tu la correggi con nuove richieste, commenti puntuali sugli elementi o modifiche dirette. Ogni schermata vive in un proprio artboard, cioè una tavola di lavoro con livelli di testo, forme e immagini.

La partenza è stata rapida. Secondo il blog ufficiale di Claude, oltre un milione di persone lo ha usato nella prima settimana. All’inizio però restava un prodotto a parte, raggiungibile su claude.ai/design e riservato agli abbonati Pro, Max, Team ed Enterprise come anteprima di ricerca.

Oggi il quadro è diverso. Design è diventato un template degli artifact, gli oggetti che Claude crea e mantiene accanto alla conversazione, insieme a Docs per i documenti e Slides per le presentazioni. Così può usare il contesto della chat, i file che hai caricato e i connettori attivi, senza ricominciare da zero in un’altra finestra.

Dove si apre e da cosa partire

Gli ingressi sono quattro, tutti descritti nel centro assistenza di Claude. Scegli quello più vicino al punto in cui stai già lavorando:

  • in una chat su claude.ai o nell’app desktop, aprendo il menu Output nel campo del messaggio e selezionando Design;
  • dalla scheda Artifacts nella barra laterale, scegliendo il template Design;
  • in Claude Code, chiedendo di trasformare un’idea in un design oppure usando il comando /design;
  • nelle app per iOS e Android, dove crei e modifichi, mentre le impostazioni di condivisione si gestiscono solo da web o desktop.

Il materiale di partenza conta più del prompt perfetto. Puoi caricare screenshot, wireframe, immagini, deck esistenti o documenti di cui vuoi replicare lo stile. Al lancio Anthropic citava anche file Word, PowerPoint ed Excel, oltre a uno strumento che cattura elementi grafici direttamente da un sito web.

Per le aziende la differenza vera la fa il design system, ossia l’insieme di colori, caratteri e componenti del marchio. Lo importi da un repository GitHub, da file di design o da upload diretti, e Claude controlla il proprio risultato rispetto a quelle regole prima di mostrartelo.

Se scrivi richieste vaghe ottieni risultati generici, come con qualsiasi modello. La guida AIPIA al prompt engineering spiega come dare ruolo, contesto e vincoli, in modo che la prima bozza sia già vicina a quella che hai in testa.

Prototipi: come ottenere schermate cliccabili

Il tutorial ufficiale della Claude Academy dà indicazioni molto pratiche. La prima è descrivere la schermata, le sue sezioni e il loro comportamento, non solo l’aspetto. Una richiesta come «prototipo di ricerca con filtri, risultati raggruppati e pannello di dettaglio» funziona meglio di «fammi una pagina di ricerca».

Se vuoi che i pulsanti rispondano al clic, devi chiederlo in modo esplicito, per esempio con «rendilo cliccabile». Poi premi Play sull’artboard e provi il flusso come farebbe un utente vero. Se il pulsante Play non compare, chiedi a Claude di rendere cliccabile l’artboard e riprova.

Quattro abitudini ti fanno risparmiare parecchi giri di correzione:

  • chiedi varianti su artboard separati, per esempio tre layout diversi per la stessa pagina profilo, e confrontale affiancate;
  • nomina i componenti reali del tuo prodotto, altrimenti Claude disegna una sua versione che somiglia ma non coincide;
  • chiedi gli stati vuoto, errore e caricamento, e come si comporta la schermata con pochissimi o moltissimi dati;
  • usa Duplicate dal menu del titolo prima di cambiare direzione, così la versione precedente resta intatta.

Le correzioni puntuali passano dai commenti. Attivi la modalità commento, clicchi l’elemento, scrivi la richiesta e lasci attiva l’opzione «Send to Claude». Per testi e posizioni puoi fare da solo: doppio clic per riscrivere, trascinamento per spostare, e il salvataggio avviene in automatico.

Quando il prototipo è pronto, il passaggio allo sviluppo avviene senza screenshot. In Claude Code il comando /design porta il lavoro nel codice, mentre /design-sync tiene allineato il design system. Annota sull’artboard le scelte fatte, per esempio perché hai preferito le schede alla barra laterale, così chi implementa capisce il motivo.

Slide e grafiche: quando usare Slides e quando Design

Qui molti sbagliano strada. Se chiedi una presentazione dentro Design ottieni artboard, non diapositive. Per i deck esiste il template Claude Slides, pensato per partire da note, report o dal lavoro già fatto in chat, modificare ogni slide e presentare senza uscire da Claude.

Prima di scrivere la richiesta, chiarisci scopo e pubblico. Poi indica da dove prendere le informazioni, cioè file allegati, appunti di riunione o uno strumento collegato, e da dove prendere lo stile, cioè un deck passato che ti piace o il nome del tuo design system. Una richiesta come «trasforma questo memo in dieci slide, una per raccomandazione» è già un buon brief.

Claude scrive anche le note del relatore, che non compaiono mai sulle slide. Con Present la presentazione parte a schermo intero, mentre con la versione che include le note si apre una seconda finestra con orologio e slide successiva. Se ti serve un metodo per costruire la scaletta prima ancora del deck, leggi l’articolo su come usare l’AI per PowerPoint partendo dalla traccia.

Sull’export in PowerPoint conviene sapere una cosa prima della riunione. Testi, tabelle, immagini, sfondi e note restano modificabili, mentre grafici, icone e forme diventano immagini; transizioni e slide nascoste non vengono esportate. Anche i grafici non si aggiornano da soli: mostrano i dati del momento in cui li hai creati.

Le altre uscite sono PDF, pagina web che mantiene le transizioni e immagine PNG della slide corrente. Se colleghi Google Drive, il deck passa direttamente a Google Slides come file modificabile, e chi riceve il link di condivisione deve avere un account Claude per aprirlo.

Per le grafiche il terreno è Design. Banner, contenuti per i social, one-pager e landing page nascono sul canvas e si esportano in .zip, PDF, PowerPoint o HTML autonomo, oppure si inviano ad altri strumenti come Canva, Adobe, Miro, Vercel e Wix. In Canva il progetto arriva modificabile, quindi puoi rifinirlo insieme al tuo team grafico.

Loghi e foto conviene caricarli tu, perché la guida ufficiale avverte che Claude non sempre riesce a trovarli o a crearli. Se usi immagini di terzi o materiale protetto, la guida AIPIA su AI e proprietà intellettuale ti aiuta a capire cosa puoi pubblicare e cosa no.

Piani, limiti e la chiusura di claude.ai/design

Design, Slides e Docs sono inclusi in tutti i piani, dal Free all’Enterprise. La pagina prezzi ufficiale indica in dollari il piano Free a zero, il Pro a 20 al mese oppure 17 al mese con pagamento annuale anticipato di 200, il Max a partire da 100 al mese con 5 o 20 volte l’uso del Pro.

Il piano Team, da 2 a 150 utenti, parte da 25 dollari al mese per utente Standard, che scendono a 20 con pagamento annuale.

La differenza fra i piani sta nei limiti d’uso. Claude Design pesca dallo stesso contatore del tuo abbonamento, condiviso con la chat e con Claude Code, e non ha più la quota settimanale separata che aveva in passato. Progetti complessi e molte iterazioni consumano di più, e a limite raggiunto aspetti il ripristino oppure attivi l’uso extra.

Sul piano Free i limiti si rinnovano a finestre di cinque ore, e il Pro garantisce almeno cinque volte l’uso del gratuito per ogni finestra. Per provare lo strumento su un one-pager o un prototipo semplice il Free basta, mentre per un lavoro quotidiano su più progetti conviene valutare un piano a pagamento.

Poi c’è una scadenza da segnare. La versione separata su claude.ai/design chiude il 14 dicembre 2026: dopo resta in sola lettura e non puoi aprire nuovi progetti. Chat e commenti non vengono trasferiti, e i link pubblici ai progetti smettono di funzionare alla chiusura.

I progetti si spostano negli artifact di Claude con un rilascio graduale sui piani a pagamento, e solo il proprietario può avviare lo spostamento. Se lavori ancora sulla versione separata, scarica l’archivio .zip di ogni progetto prima del 14 dicembre: l’export è gratuito e non consuma i limiti d’uso. I passaggi sono nella guida ufficiale allo spostamento.

Sui piani Enterprise Docs, Slides e Design sono attivi di default dal 15 ottobre 2026, mentre i design system restano spenti finché un amministratore non li abilita.

Per chi conviene e come impararlo con metodo

Lo strumento è pensato per chi ha un’idea visiva ma non sa usare un software di grafica: founder, product manager, persone del marketing, consulenti, docenti, uffici comunicazione. Ai designer serve per provare in poco tempo molte direzioni diverse, prima di scegliere quella da rifinire con gli strumenti professionali.

Anthropic riporta il caso del suo cliente Brilliant: prototipi complessi che con altri strumenti richiedevano più di 20 prompt sono stati ottenuti con 2. È un dato del fornitore su un suo cliente, quindi trattalo come un esempio e misura il risparmio sui tuoi progetti reali.

Non conviene affidargli l’identità di marca da zero, la produzione definitiva per la stampa o la verifica di accessibilità di un’interfaccia. La stessa documentazione ufficiale ripete un avvertimento semplice: controlla sempre il lavoro di Claude prima di condividerlo, a partire dalle cifre nelle slide confrontate con i documenti di origine.

Se in azienda più persone iniziano a usarlo, entra in gioco anche l’obbligo di alfabetizzazione AI previsto dall’articolo 4 dell’AI Act, che chiede a chi fornisce o usa sistemi di intelligenza artificiale di garantire al proprio personale un livello sufficiente di competenze. Uno strumento che produce materiali pubblici in pochi minuti richiede regole chiare su revisione, dati caricati e diritti sulle immagini.

Il modo più rapido per partire bene è imparare le basi una volta sola: come si scrive una richiesta, come si verifica un risultato, quali dati non caricare. Il Corso AI Base con credenziale europea di AIPIA parte da qui: tecniche di prompt, confronto tra Claude, ChatGPT e Gemini, generazione di immagini, strumenti per il lavoro e quadro normativo. Nel calendario della formazione AIPIA trovi poi oltre 200 serate formative l’anno.

Domande frequenti

Claude Design è gratis?

Sì, è incluso anche nel piano Free, con i limiti d’uso del piano gratuito che si rinnovano a finestre di cinque ore. I piani Pro, Max e Team offrono più margine per lavorare su progetti lunghi o con molte iterazioni.

Che differenza c’è tra Claude Design e Claude Slides?

Design serve per prototipi, mockup, one-pager, landing page e grafiche costruite con il tuo design system. Slides serve per le presentazioni: parte da note o report, permette di modificare ogni diapositiva e di presentare con le note del relatore.

Posso esportare in PowerPoint o in Canva?

Sì. Design esporta in .zip, PDF, PowerPoint e HTML autonomo e invia i progetti a strumenti come Canva. Nel file PowerPoint grafici, icone e forme diventano immagini, mentre testi, tabelle e note restano modificabili.

Cosa succede ai progetti su claude.ai/design?

La versione separata chiude il 14 dicembre 2026 e poi resta in sola lettura. I progetti si spostano negli artifact di Claude, ma chat e commenti no: scarica l’archivio .zip prima della scadenza.

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