Don Federico Pichetto è un sacerdote della Diocesi di Chiavari, educatore e docente, impegnato nel promuovere un dialogo costruttivo tra tecnologia, etica e formazione. Attivo come aiuto pastorale a Santa Margherita Ligure e direttore della Scuola di Formazione Teologica diocesana, ha maturato una profonda esperienza nella didattica e nell’innovazione educativa.
In qualità di Vice Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di AIPIA, porta all’interno dell’Associazione una visione unica che coniuga riflessione etica, pedagogia e tecnologia, promuovendo l’integrazione responsabile dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi formativi e nel dibattito culturale italiano.
Come Vice Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di AIPIA, Don Federico Pichetto contribuisce a definire la linea etica dell’Associazione, assicurando che ogni iniziativa tenga conto delle implicazioni sociali e morali dell’adozione dell’AI. La sua formazione umanistica e teologica offre una prospettiva complementare a quella tecnica, arricchendo il dibattito interno e le attività di divulgazione.
Si occupa in particolare della promozione di programmi formativi che integrino etica e tecnologia, collaborando con istituzioni educative e culturali per sensibilizzare le nuove generazioni sull’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale.
Don Federico Pichetto è vicepreside del Liceo Statale “Da Vigo-Nicoloso” di Rapallo, dove ha avviato progetti didattici innovativi premiati con l’Italian Teacher Award 2019. Il suo approccio educativo combina tradizione umanistica e apertura alle nuove tecnologie, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli nell’era digitale.
Parallelamente all’insegnamento della Religione, ha sviluppato percorsi formativi che utilizzano strumenti digitali e metodologie attive per coinvolgere gli studenti in riflessioni su etica, intelligenza artificiale e responsabilità sociale.
Autore di articoli e saggi su temi educativi ed etici, Don Federico Pichetto ha pubblicato il libro Perdonare la notte (Effatà, 2024), un’opera che affronta i temi del dolore e del perdono con sensibilità e profondità. La sua attività di scrittura rappresenta un ulteriore canale attraverso il quale contribuisce al dibattito culturale su valori, tecnologia e società.
La combinazione tra impegno pastorale, attività didattica e riflessione intellettuale lo rende una figura capace di dialogare con mondi diversi, portando la voce dell’etica e dell’umanesimo nel cuore dell’innovazione tecnologica.