Al 5 ottobre 2026 Perplexity offre nel piano gratuito ricerche di base praticamente illimitate, con citazioni in ogni risposta, e riserva ai piani a pagamento Deep Research, la scelta del modello e le fonti premium come PitchBook e Statista. Funziona come un motore di ricerca che risponde invece di elencare link, ed è proprio questo a renderlo facile da usare male: si legge la risposta, si prende per buona, si chiude la scheda. Questa guida spiega come usare Perplexity passo per passo, dalla domanda alla verifica delle fonti, con le impostazioni da sistemare prima e le modalità di ricerca da scegliere secondo il compito.
Indice dei contenuti
ToggleFunzioni, piani e impostazioni verificati sul sito e sul Centro assistenza di Perplexity il 5 ottobre 2026.
Prima di iniziare: account, lingua e impostazioni
Perplexity si usa dal sito perplexity.ai, anche senza abbonamento. Con un account gratuito si conserva la cronologia delle ricerche, che nel lavoro di ricerca è più utile di quanto sembri: permette di tornare su una fonte trovata giorni prima.
Tre impostazioni, nel menu del profilo, cambiano subito l’esperienza. La lingua dell’interfaccia, che Perplexity ricava dal browser ma si può cambiare, e soprattutto la lingua preferita per le risposte: impostarla sull’italiano evita risposte in inglese quando le fonti trovate sono straniere. La sezione di personalizzazione, dove si può scrivere una breve presentazione (professione, settore, livello di competenza) che Perplexity usa per adattare le risposte. E l’interruttore sulla conservazione dei dati, di cui si parla più avanti.
Passo 1: formulare la domanda
Perplexity tratta ogni richiesta come una ricerca, quindi rende meglio con domande che hanno una risposta verificabile. “Parlami dell’AI Act” produce una sintesi generica. “Quali obblighi prevede l’AI Act per un’azienda italiana che usa un chatbot sul proprio sito, e da quando si applicano?” produce una risposta che si può controllare punto per punto.
Tre accorgimenti fanno la differenza. Indicare il periodo (“dati del 2026”, “dopo l’ultimo aggiornamento”), perché altrimenti le fonti possono essere vecchie. Indicare il contesto geografico o normativo (“in Italia”, “secondo la normativa europea”). Dire che tipo di fonte si preferisce (“fonti istituzionali”, “documenti ufficiali dell’azienda”). Le regole generali per scrivere richieste efficaci, valide per tutti i modelli, sono nella guida AIPIA su come parlare con gli LLM.
Passo 2: scegliere la modalità di ricerca
Il Centro assistenza descrive quattro modalità: Best, Pro Search, Reasoning Search e Research.
Best è quella predefinita: sceglie da sola il modello più adatto alla domanda e, secondo Perplexity, non ha limiti di quota. Va bene per la maggior parte delle domande rapide. Pro Search esegue ricerche più articolate, in più passaggi; nel piano gratuito è disponibile in quantità molto limitata, mentre il Pro ne offre un volume elevato. Reasoning Search usa modelli di ragionamento per domande analitiche che richiedono di scomporre il problema. Research, la ricerca approfondita che sul sito commerciale compare come Deep Research, combina automaticamente più modelli e produce un rapporto esteso su un tema complesso: è inclusa nel piano Pro, con limiti più alti nel Max.
Nei piani a pagamento si può anche scegliere il modello da usare per ogni domanda, tra quelli di più fornitori, e cambiare modalità o modello all’interno della stessa sessione dalla casella di ricerca. Per chi parte, il consiglio è semplice: Best per orientarsi, Research quando serve un quadro completo e si ha il tempo di leggerlo.
Passo 3: leggere la risposta e le fonti
Ogni risposta di Perplexity include citazioni in linea, cioè numeri o riferimenti accanto alle frasi che rimandano alla pagina da cui proviene l’informazione. È la caratteristica che lo distingue, ed è presente anche nel piano gratuito. Il piano Pro, secondo il Centro assistenza, porta fino a dieci volte più citazioni per risposta e aggiunge fonti specializzate per finanza e mercati, come PitchBook, Statista e S&P Capital IQ.
Leggere bene una risposta significa guardare prima le fonti e poi il testo.
Chi le ha scritte? Un’istituzione, un giornale, un’azienda che vende il prodotto di cui si parla, un blog anonimo? Sono recenti? Sono fonti primarie (la norma, il comunicato, lo studio) o articoli che ne riferiscono? Una risposta costruita su tre articoli che citano lo stesso comunicato ha, in realtà, una fonte sola.
Passo 4: approfondire con le domande successive
La prima risposta è un punto di partenza. Nella stessa sessione si può continuare con domande che restringono il tema (“concentrati sugli obblighi per le PMI”), chiedono un dettaglio (“cita l’articolo esatto”) o mettono alla prova la risposta (“ci sono fonti che sostengono il contrario?”). L’ultima domanda è la più utile e la meno usata: obbliga lo strumento a cercare anche ciò che contraddice la prima sintesi.
Quando la conversazione si allunga e cambia argomento, conviene aprire una nuova ricerca: il contesto accumulato può spingere le risposte successive nella direzione sbagliata.
Passo 5: controllare le citazioni
Una citazione dice da dove il sistema ha preso spunto, non che la fonte sostenga la frase così come è scritta. Il controllo richiede pochi minuti e si fa sempre allo stesso modo.
Si apre la fonte citata. Si cerca il passaggio (con la ricerca nella pagina, usando un numero o un nome che compare nella risposta). Si confronta: il numero è lo stesso, la data è la stessa, il soggetto è lo stesso? Se la fonte parla d’altro, o dice qualcosa di simile ma non uguale, l’affermazione non si usa. Per numeri e norme si risale sempre al documento originale, anche quando la fonte citata è autorevole: un giornale può riportare male un decreto. Il tema delle risposte plausibili ma false è trattato nella guida AIPIA su allucinazioni, bias e affidabilità dell’AI.
Questo passaggio non è facoltativo. È l’unico che trasforma una risposta in un’informazione.
Passo 6: lavorare con file, progetti e app collegate
Perplexity accetta file caricati (PDF, fogli CSV, immagini, audio e video) e permette di interrogarli insieme al web. Nel piano gratuito i caricamenti sono limitati; il Pro li aumenta e consente fino a 50 file per progetto, uno spazio in cui raccogliere materiali su un tema. Dalle impostazioni si possono collegare archivi come Google Drive o Dropbox, e nei piani a pagamento Perplexity dichiara oltre 400 connettori verso altre applicazioni.
Il Pro aggiunge anche la creazione di documenti, fogli e semplici applicazioni a partire da una ricerca, con un numero limitato di richieste ogni 30 giorni. Funzione comoda per trasformare una ricerca in un memo, purché il memo erediti anche le citazioni: un documento ben impaginato senza fonti è il modo più rapido per diffondere un errore.
Un esempio dall’inizio alla fine
Il caso che segue è costruito a scopo illustrativo. La titolare di un’agenzia di comunicazione deve capire, prima di un incontro con un cliente, quali obblighi di trasparenza riguardano i testi e le immagini generati con l’intelligenza artificiale in una campagna pubblicitaria.
Parte dalla modalità Best con una domanda circoscritta: “Quali obblighi di trasparenza prevede la normativa europea per i contenuti generati con l’AI usati in pubblicità? Indica gli articoli e da quando si applicano”. La risposta cita quattro fonti: due istituzionali, un articolo di uno studio legale e il blog di un fornitore di software. Scarta il blog, che vende uno strumento di marcatura e non è una fonte neutra. Apre le due fonti istituzionali e confronta articoli e date con la risposta: una data non corrisponde, e la corregge sul testo ufficiale. Chiede poi, nella stessa sessione, se ci sono fonti che interpretano diversamente l’obbligo, e trova un parere che segnala un’eccezione. Infine, solo per le parti confermate, prepara una scheda di una pagina con i link alle fonti verificate.
Il tempo speso a cercare è stato di pochi minuti. Quello speso a controllare, il triplo. È la proporzione giusta.
Passo 7: riusare il lavoro e proteggere i dati
Quando una ricerca finisce in un documento di lavoro, le fonti devono viaggiare con il testo. La pratica più semplice è copiare, insieme alla sintesi, i link alle fonti effettivamente controllate, scartando quelle non verificate. Chi legge il documento dopo deve poter rifare il controllo.
Sul fronte dei dati, per gli utenti Free, Pro e Max la conservazione dei dati a fini di addestramento è attiva per impostazione predefinita: le ricerche possono essere usate per migliorare i modelli di Perplexity. Si disattiva da Account, Preferenze, alla voce sulla conservazione dei dati AI. Due dettagli vanno conosciuti. La disattivazione vale solo per i dati raccolti da quel momento in poi, e i dati già raccolti per l’addestramento non possono essere cancellati. I dati degli utenti Enterprise, invece, non vengono mai usati per l’addestramento. Prima di caricare documenti di clienti o informazioni riservate, la guida AIPIA su AI e privacy nel rispetto del GDPR aiuta a capire cosa si può condividere.
Sul costo, il listino ufficiale è in dollari: Pro costa 20 dollari al mese (17 con pagamento annuale), Max 200 dollari al mese, ed esiste un piano Education Pro da 10 dollari al mese per studenti e docenti verificati. Per imparare a fare ricerca con l’intelligenza artificiale in modo critico, AIPIA propone il Corso AI Base con Credenziale Europea.
Perplexity accorcia la parte della ricerca che consiste nel trovare. Non accorcia quella che consiste nel leggere, e chi la salta non ha fatto una ricerca: ha raccolto un’opinione con le note a piè di pagina.
Domande frequenti
Come si usa Perplexity?
Si scrive una domanda precisa su perplexity.ai, si sceglie la modalità (Best per le domande rapide, Research per i temi complessi), si leggono risposta e fonti citate, si approfondisce con domande successive e si verificano le citazioni prima di usare le informazioni.
Perplexity è gratis?
Sì, il piano gratuito offre ricerche di base praticamente illimitate con citazioni in ogni risposta, poche ricerche Pro e caricamenti limitati. Deep Research, scelta del modello e fonti premium richiedono il piano Pro da 20 dollari al mese.
Come si imposta Perplexity in italiano?
Dal menu del profilo, nelle preferenze, si può cambiare la lingua dell’interfaccia e impostare la lingua preferita per le risposte dell’AI.
Che cos’è Research in Perplexity?
È la modalità di ricerca approfondita, chiamata anche Deep Research: combina più modelli e produce un rapporto esteso con fonti su un tema complesso. È inclusa nel piano Pro, con limiti più alti nel Max.
Perplexity usa le mie ricerche per addestrare l’AI?
Per gli utenti Free, Pro e Max sì, per impostazione predefinita, ma si può disattivare da Account, Preferenze. La disattivazione vale solo per i dati futuri. I dati Enterprise non sono mai usati per l’addestramento.
Fonti
- Perplexity, Pricing (consultata il 5 ottobre 2026)
- Perplexity Help Center, What is Perplexity Pro? (consultata il 5 ottobre 2026)
- Perplexity Help Center, Which Perplexity Subscription Plan is right for you? (consultata il 5 ottobre 2026)
- Perplexity Help Center, Account & Settings (consultata il 5 ottobre 2026)
- Perplexity Help Center, Data Collection at Perplexity (consultata il 5 ottobre 2026)
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
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