OpenAI ha fissato all’11 dicembre 2026 il ritiro dei GPT personalizzati nei workspace Enterprise, e la creazione di nuovi GPT è già chiusa su tutti gli account personali, compresi quelli a pagamento. Al loro posto l’azienda raccomanda i Plugins. È solo l’ultimo esempio di quanto in fretta invecchino le guide su come usare ChatGPT: molte consigliano ancora funzioni sparite o cambiate. Questa guida parte da ciò che è verificabile oggi sulle pagine ufficiali e segue un ordine pratico: impostare l’account, scrivere richieste efficaci, lavorare con file e ricerche, dare a ChatGPT il contesto giusto, poi sette esempi d’uso e le regole per controllare le risposte.
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ToggleFunzioni verificate sul Centro assistenza di OpenAI il 5 ottobre 2026. Per i limiti del piano gratuito si veda la guida dedicata a ChatGPT gratis.
Prima di cominciare: account, app e impostazioni
ChatGPT si usa da chatgpt.com, dalle app per iOS e Android e dall’app desktop. Si può provare anche senza account: si scrive nella casella e si riceve la risposta. Senza registrazione, però, si ha una sola conversazione alla volta e nulla viene salvato.
Con un account gratuito cambia molto. Si ottengono la cronologia delle chat, i progetti, l’esportazione dei dati, la condivisione delle conversazioni e le istruzioni personalizzate, cioè indicazioni permanenti su chi sei e come vuoi le risposte (“lavoro in uno studio di commercialisti, rispondi in italiano formale, cita sempre la norma di riferimento”).
Tre impostazioni vanno guardate il primo giorno, non il centesimo. La memoria, in Impostazioni, Personalizzazione, Memoria: decide se ChatGPT può ricordare preferenze e dettagli tra una conversazione e l’altra, e permette di vedere e correggere cosa ha memorizzato. I controlli dei dati, dove l’opzione “Migliora il modello per tutti” stabilisce se le conversazioni possono essere usate per addestrare i modelli. La chat temporanea, che non compare nella cronologia, non crea memorie e non viene usata per l’addestramento: utile quando si tratta un argomento che non si vuole ritrovare in futuro.
Come scrivere una richiesta che funziona
La differenza tra una risposta generica e una utile sta quasi sempre nella richiesta. Una buona richiesta dichiara quattro cose: l’obiettivo (cosa deve produrre ChatGPT), il contesto (per chi, in quale situazione), il formato (lunghezza, struttura, tono) e i vincoli (cosa evitare, quali fonti usare).
Un esempio. “Scrivimi una mail per un cliente” produce un testo da buttare. “Scrivi una mail di 120 parole a un cliente che ha ricevuto la consegna con dieci giorni di ritardo: tono cortese ma senza scuse eccessive, proponi uno sconto del 5% sul prossimo ordine, chiudi con il mio nome e il numero dell’ufficio” produce una bozza da ritoccare in due minuti.
Le tecniche di scrittura dei prompt (esempi, ruoli, ragionamento passo per passo, errori tipici) valgono per tutti i modelli linguistici e sono raccolte nella guida AIPIA su come parlare con gli LLM. Qui conta un solo principio aggiuntivo, specifico di ChatGPT: la conversazione è uno strumento di lavoro. Se la prima risposta non va, non si ricomincia da capo; si dice cosa cambiare (“più breve”, “togli il secondo paragrafo”, “rendilo adatto a un pubblico non tecnico”).
Lavorare con file, ricerca web e Deep Research
ChatGPT accetta PDF, documenti, fogli di calcolo e immagini caricati nella conversazione. Sui PDF, nei piani personali, legge il testo estratto e non le immagini incorporate: un grafico dentro un PDF non viene “visto”. I limiti di numero e dimensione dipendono dal piano.
La ricerca sul web, inclusa anche nel piano gratuito, serve per tutto ciò che è successo dopo l’addestramento del modello: notizie, prezzi, norme aggiornate. Conviene chiederla esplicitamente quando la domanda riguarda fatti recenti. Le risposte includono link alle fonti, e quei link vanno aperti.
Per indagini più ampie c’è Deep Research, disponibile in tutti i piani con quantità diverse. Funziona in modo diverso da una domanda normale: ChatGPT può fare domande di chiarimento, propone un piano di ricerca che si può leggere e modificare prima dell’avvio, consulta il web, i file caricati e le app collegate e restituisce un rapporto documentato con le fonti usate. Due opzioni cambiano la qualità del risultato più di qualsiasi altra: si può limitare la ricerca ai siti indicati, oppure dare loro priorità lasciando aperto il resto del web; e si può interrompere la ricerca mentre lavora per correggerne la direzione. Per un tema normativo, restringere la ricerca a siti istituzionali come EUR-Lex o la Gazzetta Ufficiale evita molte fonti di seconda mano.
Progetti e memoria: dare a ChatGPT il contesto giusto
I progetti sono lo strumento più sottovalutato. Raccolgono in un unico spazio chat, file e istruzioni su un tema, così ChatGPT lavora sempre con lo stesso contesto. Sono disponibili per gli utenti con account, nei limiti del piano. Si crea un progetto dalla barra laterale, si caricano i materiali di riferimento (un listino, una procedura interna, un documento di stile) e si aggiungono istruzioni valide solo lì dentro, che prevalgono su quelle generali. Esempio di istruzione di progetto: “Rispondi come un consulente commerciale esperto, sii conciso, usa elenchi puntati, fai domande se qualcosa non è chiaro”. Un progetto si può riusare per attività ricorrenti, come la bozza settimanale di una newsletter, e si può riprendere da un dispositivo all’altro.
La memoria funziona a un livello diverso. ChatGPT decide quali informazioni ricordare e quali usare in una risposta, e non conserva ogni dettaglio. Si può chiedergli direttamente cosa ricorda, correggerlo o chiedere di non menzionare più un’informazione. Disattivare la memoria non cancella le chat passate.
Sette esempi pratici per il lavoro
1. Rispondere a una mail difficile
Incolla la mail ricevuta, togliendo nomi e dati personali, e scrivi: “Proponi una risposta di massimo 150 parole, tono fermo ma collaborativo; il punto da difendere è che il contratto prevede il pagamento a 30 giorni”. Poi rivedi ogni frase prima di inviarla.
2. Riassumere un documento lungo
Carica il documento e chiedi: “Riassumi in dieci punti; per ogni punto indica la pagina o il paragrafo da cui lo ricavi”. Il riferimento alla pagina serve a controllare: se un punto non trova riscontro, va scartato.
3. Preparare una riunione
“Domani incontro un fornitore di software gestionale per una PMI di 30 persone: preparami 12 domande su costi, tempi e assistenza.”
4. Leggere un foglio di calcolo
Carica il file e chiedi: “Quali sono i tre clienti con il fatturato più alto nel 2026 e come è cambiato rispetto al 2025? Mostrami il calcolo”. Chiedere il calcolo permette di verificarlo.
5. Fare una ricerca con fonti affidabili
Con la ricerca web o Deep Research: “Quali obblighi di formazione prevede l’AI Act per le aziende che usano sistemi di intelligenza artificiale? Usa solo fonti istituzionali europee e italiane e cita gli articoli”. Poi apri le fonti e controlla.
6. Studiare un argomento nuovo
La modalità studio, disponibile in tutti i piani, non dà subito la risposta: fa domande, spiega per gradi e verifica cosa hai capito. Si possono caricare appunti, slide o un estratto di manuale e chiedere di essere interrogati una domanda alla volta, aspettando la risposta prima di passare alla successiva; alla fine ChatGPT indica cosa ripassare. È utile per preparare un esame, ma anche per impratichirsi di un tema tecnico prima di una riunione, per esempio le basi della contabilità analitica prima di un incontro con il controllo di gestione. Per i lavori valutati, avverte OpenAI, valgono le regole della propria scuola o organizzazione.
7. Rivedere un proprio testo
“Ecco una relazione che ho scritto. Non riscriverla: segnalami frasi ambigue, ripetizioni e passaggi in cui il ragionamento non regge.” Chiedere una revisione invece di una riscrittura mantiene il testo tuo.
Altri metodi per inserire l’intelligenza artificiale nella giornata di lavoro sono raccolti nella guida AIPIA sull’AI per la produttività personale.
Come verificare le risposte
ChatGPT scrive con lo stesso tono sicuro quando ha ragione e quando sbaglia. È il fenomeno delle allucinazioni: risposte inventate, citazioni inesistenti, numeri plausibili ma falsi.
Le regole minime sono poche. Ogni numero, data, nome di norma o citazione che finirà in un documento va controllato sulla fonte originale. I link proposti vanno aperti per vedere se dicono davvero quello che ChatGPT riporta. Per questioni legali, fiscali o mediche la risposta di ChatGPT è un punto di partenza per parlare con un professionista, non un parere. AIPIA ha dedicato al tema la guida su allucinazioni, bias e affidabilità dell’AI.
Cosa non incollare in ChatGPT
La regola pratica è semplice: in un account personale non vanno dati di clienti, informazioni sanitarie, dati dei dipendenti, documenti riservati dell’azienda, credenziali. Si possono anonimizzare i testi prima di incollarli, sostituendo nomi e cifre sensibili con segnaposto. La guida AIPIA su AI e privacy nel rispetto del GDPR spiega come distinguere i dati che si possono condividere da quelli che vanno tenuti fuori, e perché l’opzione che esclude l’addestramento non basta a rendere lecito il caricamento di dati personali di terzi. Per l’uso aziendale esistono piani dedicati in cui OpenAI, per impostazione predefinita, non usa i contenuti per l’addestramento, ma la scelta spetta all’azienda e non al singolo dipendente.
Chi vuole imparare a usare questi strumenti con metodo, a partire dalle basi, può seguire il Corso AI Base con Credenziale Europea di AIPIA, che dedica una parte all’uso critico degli assistenti conversazionali.
Saper usare ChatGPT non significa conoscere cento prompt. Significa sapere cosa chiedergli, cosa controllare dopo e cosa non dargli mai.
Domande frequenti
Come si usa ChatGPT per la prima volta?
Si apre chatgpt.com o l’app, si scrive la richiesta nella casella e si invia. Conviene creare un account gratuito per salvare la cronologia e usare progetti e istruzioni personalizzate, e controllare subito le impostazioni su memoria e dati.
Serve un account per usare ChatGPT?
No, si può usare senza account, ma con una sola conversazione alla volta e senza cronologia. Progetti, istruzioni personalizzate ed esportazione dei dati richiedono la registrazione.
Come faccio a far ricordare a ChatGPT le mie preferenze?
Con le istruzioni personalizzate, che valgono per tutte le conversazioni, con le istruzioni di progetto, valide solo dentro un progetto, e con la memoria, gestibile da Impostazioni, Personalizzazione, Memoria.
ChatGPT può leggere un PDF?
Sì, si carica nella conversazione o in un progetto. Nei piani personali ChatGPT legge il testo del PDF ma non le immagini incorporate, come grafici e schemi.
Si possono ancora creare GPT personalizzati?
No, sugli account personali la creazione di nuovi GPT non è più disponibile. OpenAI ha annunciato il ritiro dei GPT personalizzati e raccomanda di spostare i flussi di lavoro sui Plugins.
Fonti
- OpenAI Help Center, The ChatGPT home page (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, Projects in ChatGPT (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, Memory in ChatGPT (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, Deep research in ChatGPT (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, Using study mode in ChatGPT (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, File uploads FAQ (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, GPTs in ChatGPT (consultata il 5 ottobre 2026)
- OpenAI Help Center, Data controls in ChatGPT (consultata il 5 ottobre 2026)
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
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