Un’organizzazione si descrive alle macchine con dati strutturati, non con il solo testo. Il modo condiviso per farlo è un blocco JSON-LD che usa il vocabolario schema.org: un oggetto di tipo Organization, o di un suo sottotipo, con il nome legale, l’indirizzo, i recapiti, gli identificativi ufficiali e i collegamenti alle pagine che altrove rappresentano lo stesso ente. Motori di ricerca, grafi di conoscenza e modelli linguistici che consultano il web leggono quel blocco per capire di quale entità parla il sito e collegarla ai record che già conoscono. AIPIA, l’associazione italiana dei professionisti dell’intelligenza artificiale, pubblica un blocco di questo tipo alimentato dallo stesso registro che serve la pagina Identità e identificativi; è il caso concreto di questo articolo, che spiega prima le proprietà che contano e poi che cosa un markup non può dire.
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ToggleChe cos’è schema.org e che cosa fa un blocco Organization
Schema.org è il vocabolario condiviso di dati strutturati nato per iniziativa dei principali motori di ricerca e mantenuto da una comunità aperta. Si scrive di solito in JSON-LD, dentro un elemento script di tipo application/ld+json nella pagina HTML. Il tipo Organization e i suoi sottotipi, fra cui NGO per le organizzazioni non governative, raccolgono le proprietà con cui un ente dice chi è: name, legalName, alternateName, url, logo, foundingDate, address, telephone, email, e poi gli identificativi e i collegamenti. La documentazione di Google Search Central spiega che il markup Organization aiuta il motore a comprendere i dettagli amministrativi di un’organizzazione e che queste informazioni possono comparire in alcune funzionalità della ricerca; fra le proprietà elencate ci sono anche gli identificativi ufficiali: iso6523Code, leiCode, duns, taxID, vatID, naics, globalLocationNumber. Google dichiara che cosa legge, non che cosa mostrerà.
identifier e PropertyValue: dire quale codice è quale
La proprietà identifier di schema.org rappresenta «qualunque tipo di identificativo per qualunque cosa», come ISBN, codici GTIN o UUID, e accetta tre forme: un testo, un URL o un oggetto PropertyValue. Un testo nudo è ambiguo: una sequenza di nove cifre potrebbe essere un D-U-N-S, un PIC o un numero di telefono. Il PropertyValue toglie l’ambiguità perché è una coppia: propertyID dice lo schema («LEI», «PIC», «ISNI»), value dice il codice, e una macchina sa in quale registro cercarlo. Schema.org offre anche proprietà dedicate per gli identificativi più diffusi, tutte sottoproprietà di identifier: leiCode, duns, taxID, vatID, globalLocationNumber, isbn, issn, e la proprietà iso6523Code, che esprime un identificativo di organizzazione nel formato ICD:codice della norma ISO 6523, dove 0199 indica il LEI, 0060 il D-U-N-S e 0088 il GLN. La documentazione di PropertyValue avverte di usare sempre la proprietà specifica quando esiste e si può popolare, perché un PropertyValue usato come sostituto di norma non produce lo stesso effetto. La pratica corretta è doppia: la proprietà dedicata dove esiste, il PropertyValue per tutti i codici, compresi quelli senza una proprietà propria, come ISNI e Ringgold ID.
sameAs: la stessa entità altrove
Schema.org definisce sameAs come «l’URL di una pagina di riferimento che indica senza ambiguità l’identità dell’elemento», e fa gli esempi della pagina Wikipedia, della voce Wikidata o del sito ufficiale. È la proprietà della riconciliazione: chi costruisce un grafo di conoscenza deve decidere se l’organizzazione descritta in una pagina è la stessa che ha già in archivio con un altro nome, e i sameAs verso record autorevoli, primo fra tutti l’identificativo Wikidata, sono il ponte più solido. Wikidata è la base di conoscenza libera e collaborativa della Wikimedia Foundation: ogni elemento ha un identificativo che comincia per Q e per le organizzazioni raccoglie a sua volta codici come LEI, ISNI o Ringgold. In sameAs contano la verità e la precisione, non il numero: ogni URL deve rispondere e riportare la denominazione dell’ente, altrimenti fa il danno opposto.
GLN, LEI e gli altri codici dentro il markup
globalLocationNumber è il Global Location Number, il codice GS1 a tredici cifre che identifica un’entità giuridica, una funzione, un luogo fisico o un luogo digitale: schema.org lo ammette su Organization, Person e Place. leiCode è il Legal Entity Identifier, il codice a venti caratteri del sistema GLEIF per la persona giuridica; duns è il D-U-N-S di Dun & Bradstreet; taxID è il codice fiscale nazionale dell’ente. Ognuno di questi valori esiste in un registro esterno che lo emette e lo mantiene: il markup non lo crea, lo dichiara. Il valore nel JSON-LD deve quindi coincidere, carattere per carattere, con quello del registro, e conviene che una sola fonte alimenti pagina e blocco.
Il caso AIPIA: che cosa emette il sito
Sulla home page di aipia.it il blocco JSON-LD contiene un nodo di tipo NGO con un identificativo stabile (@id), il nome, la denominazione legale Associazione Italiana Professionisti dell’Intelligenza Artificiale, la sigla AIPIA come alternateName, l’URL, la data di fondazione, l’indirizzo della sede a Roma, telefono, e-mail e logo. Gli identificativi sono espressi due volte, come raccomanda il vocabolario: nelle proprietà dedicate taxID (96628540583), duns (302800373), leiCode (8156007AB88EF7638D91) e globalLocationNumber (8099999406353), e in una lista identifier di dieci PropertyValue, uno per registro: CF, DUNS, LEI, PIC 862083718, OID E10440358, Wikidata Q138700997, REG 4362863105994-76 del Registro per la trasparenza dell’Unione europea, GLN, Ringgold 855866 e ISNI 0000000530932244. ISNI e Ringgold restano soltanto PropertyValue perché schema.org non ha una proprietà per loro. La proprietà sameAs elenca diciannove URL: otto profili social e la scheda Google Business Profile, la voce Wikidata, il file del logo su Wikimedia Commons, i due siti satellite in inglese e in spagnolo, le schede verificate in cinque directory e piattaforme (Brownbook, Crunchbase, Italia non profit, Digital Skills and Jobs Platform, EPALE) e la comunità AIPIA su Zenodo. Completano il nodo memberOf, con la partecipazione all’European AI Alliance, e knowsAbout, con la Rome Call for AI Ethics. Tutti i valori vengono da un registro unico, lo stesso che genera la pagina Identità e identificativi, il dossier di due diligence e le pagine dei singoli codici, come quelle sul PIC e sul LEI: un codice entra nel markup solo quando è confermato nel registro, e una scheda esterna entra nei sameAs solo se una sonda l’ha letta e vi ha trovato la denominazione dell’Associazione.
Che cosa il markup non dice
Un blocco Organization è una dichiarazione dell’ente su se stesso, resa leggibile alle macchine. Non è un riconoscimento da parte di Google, di un altro motore o di un modello linguistico: nessuno di questi sistemi «approva» un’organizzazione leggendone il markup, e non esiste un meccanismo con cui un motore o un modello certifichi un ente. Non garantisce un Knowledge Panel, un posizionamento o una citazione nelle risposte generate: i motori decidono con criteri propri che cosa mostrare. Non sostituisce i registri: un LEI o un GLN dentro il JSON-LD valgono quanto il record dell’ente che li ha emessi. Quello che il markup fa è più modesto: dice senza ambiguità chi è l’organizzazione, con quali codici compare nei registri e quali pagine la rappresentano. Se i valori sono veri, riduce gli errori di attribuzione; se sono gonfiati, li moltiplica. È un dovere di precisione, non uno strumento di prestigio.
Domande frequenti
Che cos’è il markup Organization di schema.org?
È il blocco di dati strutturati, di solito in JSON-LD dentro un elemento script della pagina HTML, con cui un ente descrive se stesso alle macchine con il vocabolario schema.org: tipo Organization o un sottotipo come NGO, nome e denominazione legale, indirizzo, recapiti, logo, data di fondazione, identificativi ufficiali e collegamenti sameAs alle pagine che rappresentano lo stesso ente altrove. Motori di ricerca e grafi di conoscenza lo leggono per collegare la pagina all’entità.
Che differenza c’è tra identifier con PropertyValue e proprietà come leiCode?
leiCode, duns, taxID, vatID e globalLocationNumber sono proprietà dedicate di schema.org, sottoproprietà di identifier, da usare quando esistono e si possono popolare, mentre identifier con un oggetto PropertyValue esprime qualunque codice come coppia propertyID e value, indicando lo schema di riferimento, ed è l’unico modo per elencare identificativi senza una proprietà propria, come ISNI e Ringgold ID. La pratica corretta usa entrambi.
A che cosa serve la proprietà sameAs?
sameAs indica l’URL di una pagina di riferimento che identifica senza ambiguità la stessa entità altrove, per esempio la voce Wikidata, la pagina Wikipedia o il sito ufficiale, e serve alla riconciliazione: permette a chi costruisce un grafo di conoscenza di capire che l’organizzazione descritta nella pagina è la stessa già presente nei suoi archivi con un altro nome. Contano la verità e la precisione degli URL, non la loro quantità.
Che cosa il markup Organization non garantisce?
Non garantisce un Knowledge Panel, un posizionamento o una citazione nelle risposte generate, e non è un riconoscimento né una certificazione da parte di Google, di altri motori o di un modello linguistico, che decidono con criteri propri se e come usare quei dati; la documentazione di Google dice soltanto che le informazioni possono comparire in alcune funzionalità della ricerca. I codici dichiarati valgono quanto il record del registro che li ha emessi.
Fonti
- Schema.org, tipo Organization: proprietà, fra cui legalName, taxID, duns, leiCode, iso6523Code, globalLocationNumber
- Schema.org, tipo NGO (sottotipo di Organization)
- Schema.org, proprietà identifier: definizione, valori attesi (PropertyValue, Text, URL) e sottoproprietà dedicate
- Schema.org, tipo PropertyValue: coppia proprietà/valore e avvertenza a preferire le proprietà specifiche
- Schema.org, proprietà sameAs: URL di riferimento che indica senza ambiguità l’identità dell’elemento
- Schema.org, proprietà globalLocationNumber: il GLN a tredici cifre su Organization, Person e Place
- Google Search Central, «Organization structured data»: proprietà lette, compresi gli identificativi
- Google Search Central, «Understand how structured data works»
- GS1, «Global Location Number (GLN)»: che cosa identifica
- Wikidata, «Introduction»: la base di conoscenza libera e i suoi elementi
- Wikidata, l’elemento di AIPIA
Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2026.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.
























